10/05/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Forza e debolezza del potere cinese

Che c'è di nuovo nella vicenda giudiziaria di Ai Weiwei?

La vera novità consiste nell'oggetto della persecuzione che è un artista, definito "cane sciolto" dalla stampa, ma pur sempre parte dell'establishment. È un uomo molto inserito nei meccanismi, quasi un simbolo di ciò che un po' manca ai cinesi: la grande creatività riconosciuta a livello internazionale. Ai Weiwei non è anonimo, espone alla Tate Gallery e ovunque nel mondo.
Ci sono due interpretazioni possibili: nel primo caso che sia un segno di debolezza, nel secondo che sia invece un atto di arroganza e di forza. Ma probabilmente valgono entrambe, perché ai cinesi è estraneo il principio aristotelico di non contraddizione.
C'è dunque la fragilità di un sistema che non trova valvole di sfogo attraverso cui le categorie sociali insoddisfatte possano esprimersi e fare proposte. Oggi, di fronte alle agitazioni del mondo arabo, il governo cinese si sente ancora più fragile.
D'altra parte c'è anche un segno di forza, soprattutto per quanto riguarda i rapporti con l'esterno. Appena un tema di politica interna diventa di interesse internazionale, il governo si chiude a riccio. E ha l'appoggio della maggioranza della popolazione. Prendiamo la questione della pena di morte. Per parecchio tempo ho tenuto seminari sui diritti umani dell'Unione Europea, destinati ad accademici cinesi. Gli europei sono tutti contro la pena di morte ma con sfumature differenti.
I cinesi ci hanno preso in castagna. Sostenevano che la maggioranza della popolazione è favorevole alla pena capitale e noi replicavamo che non bisogna ascoltare la gente quando è emotivamente coinvolta. Allora ci smascheravano: "Ma come, ci criticate perché dobbiamo ascoltare di più il popolo e quando l'ascoltiamo ci dite che non va bene".

È il problema dei nostri "principi universali" che si scontrano con il relativismo

L'atteggiamento relativista è obbligatorio in questo momento storico. Soprattutto per noi che abbiamo fatto dei princìpi assoluti uno strumento di oppressione coloniale. Però da un altro punto di vista non puoi calare le braghe su un common core del diritto.

<La Cina tra legalità e arbitrio | La tradizione cinese>

 

Parole chiave: ai weiwei, aiwei wei, relativismo
Categoria: Diritti, Politica, Popoli, Storia
Luogo: Cina