Il vento del cambiamento che ha investito negli ultimi mesi il mondo arabo sembra essere giunto anche in Arabia Saudita, dove è prevista per domani la prima azione ufficiale, dopo quella del 1991, per chiedere al re Abdullah l'abolizione della norma che proibisce alle suddite del regno di guidare. Nonostante l'arresto della sua principale organizzatrice, Manal Al Sharif, e le numerose intimidazioni ricevute, il movimento Women2drive non si è dato per vinto, sostenuto da una vivace mobilitazione in rete.
Si è deciso di non stabilire un punto di incontro, per non incappare in un blocco simile a quello del 1991, data di inizio della campagna, preferendo piuttosto mettersi al volante nella propria città e procedere "in modo sparso". Le donne sono invitate a velarsi in maniera appropriata, esporre una bandiera saudita sul cruscotto, una scritta inneggiante al re Abdullah e, ovviamente il simbolo dell'iniziativa. Preferibile anche essere accompagnate da un uomo per evitare fermi e complicazioni con le forze di sicurezza.
In questi mesi, utilizzando principalmente internet, le donne saudite hanno preso la guida del movimento di protesta nel regno, chiedendo prima la partecipazione al voto nelle elezioni municipali di settembre, poi organizzando l'iniziativa di domani. Già pronto su Youtube un canale dedicato all'evento dove potranno confluire i video di quanti sceglieranno di appoggiare la sfida delle saudite.