Nel tentativo di ripulire la loro immagine dopo le denunce di violazione dei diritti umani, le Forze Armate della Costa d'Avorio cambieranno nome. Lo ha dichiarato Bruno Kone, portavoce del governo, precisando che le Forces Republicaines de Cote d'Ivoire (Frci) sarà sostituita dalla Forces Armées Nationales de Côte D'Ivoire (Fanci).
Le autorità stanno cercando di integrare in un'unica forza di sicurezza le milizie lealiste e i ribelli, che si sono confrontati a inizio anno in una guerra civile tra i sostenitori di Laurent Gbagbo e quelli di Alassane Ouattara.
Le Nazioni Unite hanno ricevuto diversi rapporti di esecuzioni e saccheggi perpetrati dal Frci, i sostenitori di Ouattara. Guillaume Ngefa, responsabile per i Diritti umani della missione dell'Onu in Costa d'Avorio, ha dichiarato che tra l'11 luglio e il 10 agosto, sono stati riscontrati "26 casi di esecuzioni sommarie" da parte del Frci. Molti militanti avevano già partecipato alla prima guerra civile del Paese, nel 2002.
Entro la fine dell'anno il nuovo esercito dovrà integrare i membri del Fds, che appoggiava Gbagbo, e almeno diecimila militari dovranno abbandonare le Forze Armate.
Patrice Koue, civli servant, ha commentanto che il cambio di nome è positivo, visto che ormai è "sinonimo di disordine e impunità", ma c'è bisogno di più: "devono cambiare comportamento".