Le forze di sicurezza siriane avrebbero arrestato 20 attivisti in una serie di blitz nella provincia orientale di Dayr al-Zor, ad Hauran Palin, nel sud, e nei villaggi vicino a Hama. Lo riferisce l'agenzia d'informazione 'Dpà, citando i Comitati di coordinamento locale, organizzazione che riunisce alcuni gruppi di oppositori al governo di Bashar al-Assad.
L'Organizzazione siriana per i diritti umani ha reso noto che almeno 113 civili sono stati uccisi nella scorsa settimana a causa della repressione governativa in diverse città del Paese.
Tra le vittime della repressione c'è anche Ghiath Matar, 26 anni, uno dei leader delle manifestazioni non violente. Secondo parenti e amici, il giovane è stato torturato dai servizi di sicurezza, che così lo hanno ucciso. Il suo corpo è stato riconsegnato ai familiari nella notte tra sabato e domenica. Il corpo presentava evidenti segni di percosse e anche un taglio dall'inguine al petto, malamente ricucito.
Intanto, sul piano diplomatico, il Consiglio di Cooperazione del Golfo ha chiesto al presidente Assad di fermare immediatamente "il massacro" dei dimostranti. In una nota diffusa dalla rete panaraba al-Arabiya, il Consiglio ha espresso la sua "preoccupazione" per le violenze e chiesto al governo di attuare "un serio piano di riforme".
Lo scorso mese Kuwait e Arabia Saudita, due membri del Ccg, avevano richiamato i propri ambasciatori a Damasco, denunciando la repressione.