Reporter sans frontières denuncia che il periodo di detenzione del giornalista birmano Sithu Zeya è stato esteso di altri 10 anni. Zeya, 21 anni, lavorava all'emittente Democratic Voice of Burma e l'anno scorso è stato condannato a 8 anni di reclusione per aver "danneggiato la tranquillità e l'unità nel governo". Il giornalista aveva infatti pubblicato le fotografie di un attentato che aveva causato 8 vittime nel centro dell'ex capitale Rangoon.
Recentemente il nuovo governo birmano sembrava essersi aperto all'opposizione. I dissidenti all'estero erano stati invitati a tornare in patria ed era stato istituito un governo civile. Questa apertura però è considerata solo apparente: Naypyidaw vorrebbe diffondere una nuova immagine del Paese in modo da ottenere una riduzione delle sanzioni economiche applicate da Stati Uniti e Unione Europea. Anche se è stato istituito un governo civile, il potere resta saldo nelle mani dell'ex giunta militare.