21/09/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



La protesta è guidata dal Comitato dei giovani del 14 febbraio. L'obiettivo fare pressione sui reali al-Khalifa per fermare la repressione sugli oppositori

Traffico in tilt a Manama, in segno di protesta contro la famiglia reale sunnita degli al-Khalifa. A prendere l’iniziativa è stata la Coalizione dei giovani del 14 febbraio. L’intento è quello di fare pressioni sul governo, in modo che interrompa la repressione contro gli oppositori e reintegri i lavoratori che hanno perso il lavoro dopo aver preso parte alle manifestazioni contro il regime nei mesi scorsi.

Il quotidiano bahrenita Daily Tribune riporta oggi che le vittime delle manifestazioni di marzo e febbraio verranno risarcite con un fondo appositamente aperto dallo sceicco Hamad bin esa al-Khalifa. Un primo segnale di distensione dopo mesi di muro contro muro tra manifestanti e regime. Il fondo, scrive il Daily Tribune, è destinato "a tutti coloro che hanno sofferto durante la repressione". Da giugno esiste una commissione d'inchiesta per valutare gli abusi degli eserciti di Arabia saudita, Emirati arabi uniti e Bahrein intervenuti per sedare le rivolte.

Nessun segnale di apertura dal Ministero degli Interni: “Non saranno tollerate nuove manifestazioni”. Fra tre giorni i cittadini del Bahrain sono chiamati alle urne per sostituire i 18 deputati sciiti che si sono dimessi per protestare contro la linea dura adottata dagli al-Khalifa.

Parole chiave: al-khalifa, traffico, proteste
Categoria: Diritti
Luogo: Bahrein