29/09/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Il Governo di Astana teme per la crescita dell'estremismo islamico. Le ong denunciano: "La nuova legge deteriora i diritti umani"

Il Senato del Kazakistan ha approvato una nuova legge sull'Islam che vieta la preghiera negli uffici pubblici, restringe l'ingresso dei predicatori stranieri nel Paese e introduce un registro delle organizzazioni religiose del Paese. La legge, già pronta da mesi, è stata siglata dal presidente Nursultan Nazarbaiev con lo scopo di limitare la minaccia dell'estremismo islamico. Le ong dei diritti umani presenti in Kazakistan però denunciano le pesanti restrizioni delle libertà individuali che la legge sancisce.

"Un ulteriore segnale del deterioramento dei diritti umani", ha affermato Susan Corke, responsabile dell'Eurasia per Freedom House.

La repubblica kazaka, rispetto agli altri Stati della regione, ha saputo mantenere una convivenza pacifica tra i musulmani (il 70 percento della popolazione) e gli altri fedeli. Ma il 2011 ha segnato una svolta negativa: a maggio, per la prima volta nella storia del Paese un attentatore suicida si è fatto esplodere ad Aktobe, nel nordovest del Paese. A fine agosto le autorità di Astana hanno arrestato un gruppo con l'accusa di pianificare "atti terroristici".

 

 

Parole chiave: islam, legge, ong, diritti umani
Categoria: Politica
Luogo: Kazakistan