Rupert Colville, portavoce dell'Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha dichiarato oggi: "Basandoci sulla lista di nomi che abbiamo stilato, il numero totale di persone uccise in Siria dall'inizio delle proteste è ora di oltre 2.900".
Ma il bilancio delle vittime in Siria è in continuo aumento. Solo oggi si sono registrate altre sette morti, ed intato è caccia ai disertori.
Le milizie di Bashar al Assad stanno passando al setaccio tutto il territorio, sino a spingersi al confine della Turchia, precisamente nella zona di Jabal al-Zawiya, considerata area-rifugio dei militari fuggiaschi.
Secondo il Segretario Generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, non sussistono le condizioni per pensare ad un intervento della Nato come quello condotto in Libia. "Noi ci siamo assunti le responsabilità per la Libia perchè avevamo un mandato chiaro delle Nazioni Unite e perchè avevamo un sostegno chiaro da parte dei Paesi della regione - ha dichiarato Rasmussen - Per quanto riguarda la Siria, non c'è nessuna di queste condizioni e questo per noi è essenziale".