17/11/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



L'organizzazione chiede al governo di Assad di garantire la protezione della popolazione civile altrimenti imporrà sanzioni. Damasco vara misure contro assalti alle ambasciate

Tre giorni per fermare la repressione, altrimenti scatteranno nuove sanzioni. È questo l'ultimatum lanciato ieri sera dalla Lega araba, riunita in Marocco, al governo siriano di Bashar al Assad. Il duro monito è arrivato dal ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Hamad Bin Jassim al-Thani. Mentre si svolgeva il meeting, però, sostenitori del presidente siriano assaltavano le ambasciate di Arabia Saudita, Emirati arabi uniti, Francia, Marocco e Turchia, Paese con il quale i rapporti sono sempre più tesi, dopo che le rappresentanze diplomatiche di Ankara erano state già assaltate sabato scorso. Proprio di questa mattina è la notizia, battuta dall'agenzia di stato Sana, che il ministero dell'Interno siriano ha dato ordine ai comandi di polizia di adottare misure severe, "arresti e processi compresi", contro chi si renderà responsabile di attacchi contro rappresenze diplomatiche.

La Turchia non è membro a tutti gli effetti della Lega araba ma, considerando il suo peso politico e diplomatico e il fatto che condivida con la Siria una frontiera di centinaia di chilometri, era presente al vertice con un peso massimo del governo, il ministro degli Esteri Ahmet Devatoglu. L'organizzazione ha ribadito di essere contraria ad un intervento esterno ma ha chiesto al governo siriano "di assicurare la protezione dei civili". Ieri comunque si sono verificati nuovi episodi di repressione ma soprattutto un attacco da parte di militari ribelli ad una base dell'intelligence nei pressi di Damasco.

Il Paese è scosso da mesi da una forte protesta contro il governo di Bashar al Assad, la cui repressione ha provocato finora quasi tremila morti.

Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Siria