18/11/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



L'artista-attivista cinese Ai Weiwei è indagato dalla polizia per pornografia. L'ha dichiarato lui stesso oggi, dopo che la sua assistente è stata fermata per un interrogatorio.

"Ieri hanno portato la mia assistente alla stazione di polizia. Le hanno chiaramente spiegato che si tratta di un'indagine su di me e che riguarda la pornografia", ha dichiarato Ai all'agenzia Afp per telefono.
L'artista ha aggiunto di essere stato già accusato di produrre pornografia ma di non avere mai preso la faccenda molto seriamente. L'indagine, secondo le prime indiscrezioni, ruoterebbe attorno ad alcune foto postate sul web che ritraggono Ai Weiwei con delle donne.

"Quando mi hanno incarcerato, mi hanno detto 'questa è pornografia', ma io mi sono messo a ridere, gli ho detto 'sapete che cos'è la pornografia?. Il nudo non è pornografia."

L'ennesima imputazione arriva dopo l'inizio del processo per evasione fiscale che potrebbe costare all'artista 15 milioni di yuan (quasi 1 milione e 750mila euro). Ai Weiwei ha dovuto lasciare un deposito di 8.45 milioni (poco meno di un milione di euro) ma la somma è stata racimolata grazie a donazioni di circa 30mila suoi sostenitori.
Molti osservatori hanno interpretato le donazioni come un'esplicita e diffusa manifestazione di dissenso contro il potere cinese.

Parole chiave: ai weiwei, pechino, pornografia, arte
Categoria: Diritti, Popoli, Media
Luogo: Cina