22/11/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Il procuratore di Stato annuncia l'azione legale contro il rabbino Shmuel Eliahu per gli ultimi proclami razzisti

Il procuratore dello Stato di Israele, Yehuda Weinstein, ha annunciato che procederà all'azione legale nei confronti del rabbino Shmuel Eliahu sulla base delle sue ultime dichiarazioni di fuoco contro la minoranza araba del Paese: l'accusa è istigazione all'odio razziale. Il rabbino in questione è considerato il più importante di Safed, in Galilea, ed è tristemente noto alle cronache per le sue posizioni estremiste e le campagne anti-arabi.

Safed è tradizionalmente una roccaforte dell'ebraismo, in passato teatro di teorizzazioni cabaliste, ed è abitata da una parte della popolazione ebraica più ortodossa e conservatrice; tuttavia ospita una minoranza araba. In alcuni proclami recenti, Eliahu ha definito la cultura araba "crudele", i palestinesi "violenti per natura" e ha affermato che "devono essere gli arabi a fuggire di fronte agli ebrei", e non viceversa.


Già nel 2010 il rabbino Eliahu era balzato agli "onori" della cronaca per aver promosso una campagna in cui invitava gli ebrei a non affittare case agli arabi, iniziativa che creò tensioni in alcune città. In quell'occasione era stato condannato duramente dal presidente Shimon Peres e dal premier Benyamin Netanyahu. Tuttavia, fino ad ora nessuna azione penale nei suoi confronti ha avuto conseguenze.