09/12/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Le forze siriane si preparano alla repressione nella città simbolo della rivolta

Le forze siriane fedeli al presidente Bashar al-Assad hanno circondato Homs, la città simbolo delle proteste contro il regime. Secondo il Consiglio Nazionale dell'opposizione siriana, oggi le forze di sicurezza potrebbero compiere un vero e proprio "massacro", al fine di eliminare le forze rivoluzionarie nella città e di lanciare un messaggio agli altri centri di protesta.

Almeno trentadue le vittime uccise oggi dai lealisti in tutta la Siria, tra le quali almeno sei bambini. Diciotto nella sola città di Homs. Salgono così a 5.025 le vittime in Siria dall'inizio della protesta lo scorso marzo.

Secondo gli ultimi aggiornamenti forniti dal sito Syrian Observatory for Human Rights dell'attivista siriano Ammar Abdulhamid (considerato autorevole dall'inglese Guardian e da altre testate internazionali) gli uomini del Free Syrian Army hanno distrutto uno dei carri armati dell'esercito.

Per alcuni analisti l'attacco che si sta sferrando a Homs potrebbe essere la causa dello scoppio di una guerra civile.

Intanto altre proteste per il "venerdì della dignità" sono in corso in varie zone della Siria: nella città di Maarat Al-Numaan, nel distretto nord-occidentale di  Idlid; nella regione orientale di Dayr az Zor, dove la tv Al Jazira mostra (tramite webcam di alcuni attivisti) le immagini di un massiccio raduno;  e in quella nord-orientale di Qamishli.  Inoltre l'emittente del Qatar trasmette le immagini in diretta anche da Homs e Madaya (sobborgo di Damasco), dove si stanno svolgendo analoghi raduni di protesta

 

Parole chiave: Siria, proteste, Homs
Luogo: Siria