14/12/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



La polizia oggi ha risposto arrestando alcuni coloni estremisti, sui quali ricadono i principali sospetti

Nella notte è stato appiccato un incendio a una moschea abbandonata nel centro di Gerusalemme ovest. I danni sono limitati ma per la polizia ad essere preoccupante è piuttosto il tenore provocatorio dell'azione. Sulle pareti sono state trovate infatti frasi razziste contro gli arabi, come "l'unico arabo buono è l'arabo morto", e espressioni blasfeme nei riguardi del profeta Maometto. Le scritte sono già state cancellate.

Le modalità dell'episodio sono riconducibili, secondo la polizia, agli atti intimidatori di violenza perpetrati da gruppi estremisti di coloni, ispirati dallo slogan "Il prezzo da pagare". Un portavoce delle forze di sicurezza ha espresso l'intenzione di "manifestare tolleranza zero nei confronti di questi episodi".

Non sono nuovi gli episodi di violenza, bollati ormai dalla polizia come "sovversione terroristica", da parte di coloni estremisti in Cisgiordania e a Gerusalemme. Sette è, a oggi, il totale delle moschee bruciate o vandalizzate dall'inizio dell'anno. Oggi ci sono stati i primi arresti di alcuni coloni estremisti. L'operazione è ancora in corso.