Sono scoppiati scontri, oggi, nell'ovest del Kazakhstan, nella regione cuore del boom petrolifero della repubblica ex sovietica.
Il procuratore generale kazako, Askhat Daulbayev, ha parlato di 10 morti e numerosi feriti, tra cui alcuni poliziotti. Inoltre, sarebbero in fiamme il municipio cittadino e altri edifici, compreso quello della società energetica Ozenmunaigas nella città di Zhanaozen. Secondo alcuni testimoni citati dai media locali, le vittime sarebbero almeno 15-20.
I tafferugli sono esplosi in coincidenza con il ventesimo anniversario dell'indipendenza di Astana e l'inizio della campagna elettorale per le legislative del 15 gennaio.
Nell'area opera anche L'Eni, co-proprietaria della Ersai Caspian Contractor, che insieme alla Kaz Munai Gas (compagnia di stato kazaka) è soggetta da sei mesi a una serie di scioperi.