19/12/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Colpite anche le ong straniere, costretta a ricevere un via libera governativo per le proprie attività, che potranno essere bloccate in un attimo

 

scritto per noi da

Laura De Santi 

 

 

Ogni associazione può essere chiusa in caso di ''ingerenze negli affari interni del paese o attacco alla sovranità nazionale''. E' questo uno degli articoli più controversi della nuova legge sulle associazioni adottata questa settimana dal parlamento algerino

Una legge che instaura ''un regime speciale'' non soltanto, come previsto inizialmente, per le associazioni a carattere religioso, ma anche per le organizzazioni culturali, studentesche, sportive...
A mettere a rischio la sopravvivenza della societàcivile, già ridotta ai minimi termini, l'articolo 28 bis che vieta alle associazioni algerine di ricevere finanziamenti da organismi stranieri, Ong comprese.
''L'Algeria é un paese sovrano'', ha spiegato in parlamento il ministro dell'Interno, Daho Ould Kablia, ''dobbiamo premunirci nel caso alcuni vogliano venire a portare un aiuto non disinteressato''.

A votare a favore delle nuove misure che rivedono la legge del 1990, il Fronte di Liberazione Nazionale (Fln, ex partito unico) e il Raggruppamento nazionale democratico (RND) mentre il Movimento della società della pace (MSP, ex Hamas), pur facendo parte dell'alleanza al potere, ha espresso voto contrario.
Insieme al movimento, vicino ai Fratelli Musulmani, anche gli islamisti di Ennahda e El Islah, convinti che le associazioni islamiche siano il vero obiettivo della riforma approvata pochi giorni dopo quella sui partiti politici che, tra l'altro, vieta il ritorno sulla scena politica del Fronte islamico per la salvezza (FIS).
Oltre ai partiti di stampo islamico, contrari alla riforma anche il Partito dei lavoratori (PT) di Louisa Hanoune e il Raggruppamento per la cultura e la democrazia (RCD)''.

''Sono scioccato'', ha commentato Ali Brahimi, dissidente del Rcd, ‘'in materia di patriottismo lo Stato algerino non poteva fare meglio''. ''Anche Gheddafi aveva vietato tutte le associazioni e l'ex presidente Ben Ali aveva imposto restrizioni, ma tutto questo non ha impedito il crollo dei loro regimi'', ha incalzato Mira Tarik.

Nel mirino del nuovo testo anche le associazioni internazionali: saranno autorizzate a lavorare soltanto nel quadro di un accordo stipulato tra il governo di Algeri e del loro paese d'origine. ‘'Cioè non saremo più delle organizzazioni non governative!'', commentano i rappresentanti delle ong straniere attive da anni nel paese maghrebino. Inoltre, l'autorizzazione potrà essere revocata in ogni momento in caso di minaccia alla sovranità nazionale, alle istituzioni, all'unità nazionale e integrità del territorio, all'ordine pubblico, alla morale e ai valori del popolo algerino.
''Molte associazioni chiuderanno, compresa Amnesty International'', ha dichiarato il presidente della sezione algerina di Amnesty, Kheiredine Abbas.

Immediata la reazione di tutte le associazioni algerine, da Orano alla Cabilia. ‘'Vogliono neutralizzare le associazioni per i diritti umani'', si legge in un comunicato della Lega algerina per i diritti umani (Laddh) di Boudjemaa Ghechir, ''chi non seguirà l'orientamento definito dalle autorità dello Stato sarà considerato di fatto un nemico della nazione''.

Parole chiave: algeri, ong, associazioni
Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Algeria