scritto per noi da Laura De Santi
Tornano a farsi sentire in Algeria i predicatori del disciolto Fronte Islamico per la Salvezza (Fis). Se un loro ritorno in politica sembra sia stato messo fuori discussione della nuova legge sui partiti, i militanti dell'ex Fis tentano di farsi largo tra la popolazione. Si riorganizzano ricostruendo la loro rete nelle moschee del Paese, nel silenzio complice delle autorità. Riportando tristemente alla ribalta metodi che ricordano gli anni più bui del Paese maghrebino, travolto negli anni Novanta dall'integralismo islamico. Hanno inoltre lanciato un appello affinchè la popolazione si mobiliti contro l'alcool.
''Corrompe la nostra gioventù, distrugge i suoi principi e valori islamici'', si legge nel volantinosiglato da El Hachemi Sahnouni, ex dirigente del Fis, e Abdelfatah Zeraoui Hamadache.
Presentandosi oggi come i promotori del movimento (non autorizzato) per la Rinascita libera dei figli delle moschee d'Algeria, chiedono ai ''comitati di quartiere di moltiplicare le loro contestazioni per la chiusura definitiva di bar e venditori di alcolici proibiti dalla religione del Profeta''. Sahnouni, anche predicatore della moschea Essaouna di Bab El Oued, in uno dei quartieri più popolari della capitale, ha lanciato ''un allucinante fatwa, un chiaro appello alla Fitna'' (disordine, divisione dei musulmani), ha commentato il quotidiano El Watan.
L'appello che arriva il giorno dopo l'ennesima incursione compiuta da un gruppo armato di matrice islamica contro un bar. Nelle ultime due settimane, sono almeno tre i bar presi di mira in Cabilia, la regione a maggioranza berbera alle porte di Algeri, considerata il covo di al-Qaeda per il Maghreb islamico nel nord dell'Algeria. Una trentina di uomini armati, vestiti con divise militari, hanno fatto incursione il 3 ottobre in un locale lungo la statale RN 30 in direzione di Boghni. Dopo aver controllato i documenti dei presenti, a caccia di membri delle forze di sicurezza che se scoperti vengono immediatamente uccisi, i terroristi hanno preso il denaro dei clienti.
Poi con tutta calma, hanno distribuito cd contenenti i filmati degli ultimi attentati compiuti nel Paese. Senza essere disturbati dalle forze di sicurezza, un'ora dopo hanno preso d'assalto un altro bar poco distante. Il fine settimana precedente era stata compiuta una spedizione contro un venditore di alcolici a Ighil Oumenchar, nel comune di Mektras, sempre in Cabilia. Nelporticciolo della Madrague, alla periferia di Algeri, un giovane é rimasto ucciso in una rissa tra gli abitanti e frequentatori dei bar, in molti casi clandestini, della zona.
Il primo ministro Ahmed Ouyahia ha commentato così l'appello dei predicatori dell'ex Fis: ''Quanti posti di lavoro possiamo creare in un bar? Uno, due, ma dobbiamo invece pensare a quante cirrosi e risse si possono trovare in un bar''. Inoltre, ha aggiunto Ouyahia, ''gli alcolici che troviamo sono di marche straniere. Non vedo produzioni locali da promuovere''. Secondo la stampa algerina, almeno trecento negozi di alcolici e bar sono stati chiusi nell'ultimo anno. Circa 2mila dal 2008 ad oggi.