05/10/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Primi risultati delle elezioni: un parlamento di criminali di guerra
 
Dal nostro inviato
Enrico Piovesana 
Operazioni di scrutinio
L'annuncio ufficiale dei risultati delle elezioni parlamentari e provinciali dello scorso 18 settembre ci sarà solo il 22 ottobre. Ma, a quanto pare, lo scrutinio delle schede è già terminato:  mancherebbero solo quelle delle urne messe in 'quarantena' per sospetti brogli, che costituiscono un buon 20 percento del totale. La Commissione Elettorale dell'Onu (Jemb) ha annunciato la diffusione di questi 'risultati preliminari', che per altro sono già consultabili sul sito internet del Jemb.

Urne sotto sequestroUn parlamento di criminali di guerra. Risultati a dir poco sconsolanti, dato che emerge chiaramente proprio quello che molti temevano: il nuovo parlamento afgano sarà un'assemblea di signori della guerra.
Quasi tutti sono sanguinari criminali di guerra macchiatisi dei peggiori crimini contro l'umanità. In tutte le 34 province risultano infatti in testa gli ex comandanti mujaheddin che hanno guidato la jihad antisovietica negli anni '80 e che sono stati protagonisti della sanguinosa guerra civile del 1992-1996 e anche alcuni ex comandanti talebani. Quelle stesse persone che già oggi, con il beneplacito di Washington, detengono il potere effettivo nel Paese grazie ai loro partiti etnici armati.

Mohammed Mohaqiq, leader Hazara
Il più votato: Mohaqiq, leader hazara. Il più votato in assoluto risulta essere Mohammed Mohaqiq, storico leader politico e militare degli afgani hazara, la minoranza da sempre più emarginata e povera del Paese. Alle presidenziali dello scorso anno si era piazzato terzo dietro il pashtun Hamid Karzai e il leader tagico Yunus Qanuni.
Stando ai primi risultati Mohaqiq, che si è presentato nella circoscrizione di Kabul (che elegge 33 dei 249 parlamentari totali), avrebbe preso oltre 35 mila voti. Sempre a Kabul, seguono il leader degli ex mujaheddin tagichi, Yunus Qanuni (20 mila voti) e il pashtun Abdul Rasul Sayyaf (7 mila voti), comandante jihadista integralista ultraconservatore sospettato di legami con al-Qaeda.

Pacha Khan ZadranComandanti talebani. Nella provincia di Zabul, dove continua ancora la guerra tra talebani e americani, vince l'ex comandante talebano Abdul Salam Rocketi, che deve il suo nome alla bravura nel lanciare razzi. Nella provincia di Khost è in testa il pashtun Sayyed Mohammad Gulbazoy, ex ministro degli Interni del regime comunista di Taraki e successivamente finanziatore dei talebani. In Kunar in cima alla lista delle preferenze c'è Mawalawi Shahzada, un altro comandante militare locale con la barba da talebano.
Lo stesso dicasi per Mawlawi Saeedurrahman e Esmatullah Muhabat, in testa nella provincia di Laghman. Altri potenti comandanti jihadisti sono in vantaggio nelle province di Paktia (il famigerato Pacha Khan Zadran), Parwan (Abdul Zahir Salangi) e Jowzan (Faizullah Zaki).

Hazrat AliComandanti e potenti locali. Nella provincia orientale di Nanagarhar, quella di Jalalabad, è in testa un altro signore della guerra locale, Hazrat Ali, della piccola tribù dei pashai, comandante di una milizia privata di 18mila uomini, finanziata dagli americani che se ne servirono per le operazioni terrestri nella battaglia terrestre di Tora Bora alla fine del 2001.
A Kandahar tra i più votati c'è il fratello maggiore del presidente Karzai, Abdul Qayyum Karzai, secondo molti arricchitosi con la coltivazione dell'oppio e con la raffinazione di eroina, sotto la protezione del potente fratello. In Badakshan, roccaforte dei mujaheddin tagichi, il più votato è il loro leader politico storico, Burhanuddin Rabani, che fu anche presidente dell'Afghanistan dopo il ritiro dell'Armata Rossa.
 
Malalai JoyaAlmeno una buona notizia. L'unica buona notizia viene dalla provincia occidentale di Farah, dove risulta seconda votata Malalai Joya, la coraggiosa ragazza di 27 anni che nel 2003 prese la parola alla Loya Jirga contro i signori della guerra e i leader fondamentalisti che sedevano in quell'assemblea tradizionale di capi tribù e capi militari. Purtroppo per lei, in parlamento si ritroverà davanti esattamente quelle stesse persone.
Ciononostante la prossima settimana il segretario di Stato Usa, Condoleezza Rice, verrà qui in Afghanistan per celebrare il trionfo della democrazia afgana. 
Categoria: Elezioni, Guerra
Luogo: Afghanistan
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