A Kabul è nata una stella locale del rap. Per la gioia della gioventù kabulina. Ma a molti non piace

Si chiama Dj Besho. E’ il primo rapper della storia afgana,
che fa impazzire la gioventù kabulina e i vecchi conservatori: di gioia
i
primi, di rabbia i secondi. Il suo vero nome è Bejan Zafarmal e ha 28
anni. E' nato a Kunduz, ma ha passato quasi tutta la sua gioventù in
Germania, a Weisbaden, vicino a Francoforte, dove ha
cominciato a far musica con una band di ragazzini.
Look e ritmo doc, testi ‘all’afgana’. Il look è
quello dei rapper americani: barba scolpita, berretto con visiera, occhiali scuri,
collanone
d’oro, mimetica
oversize, pose e gesti hip hop. Doc anche lo stile musicale: fiumi di parole recitate
su una base di bassi
ripetitivi. Quello che
cambia è la lingua: il dari invece dello slang americano.

Ma anche le immagini
dei suoi videoclip: niente ragazze seminude, immancabili nei video rap
occidentali. Mentre non mancano le auto che saltellano sulle sospensioni: Dj
Besho ha scelto un fuoristrada Hummer, l’unica auto americana con cui gli
afgani hanno familiarità, essendo il mezzo dell’esercito Usa.
Ma la differenza radicale sta nei testi: niente parolacce,
nessun richiamo al sesso – sarebbe intollerabile per il pudore afgano –
né
riferimenti alla violenza o alle armi – assolutamente fuori luogo in un
posto
come l’Afghanistan. "Le mie canzoni – dice Dj Besho – parlano di amore
e di pace. Di amore per il mio paese ma anche di amore per ragazze con
magnetici occhi neri. E poi la pace, il mio messaggio principale,
rivolto alle nuove generazioni, a cui dico che devono star lontani
dalle armi e dalla droga, e pensare a studiare, ad andare a scuola per
istruirsi e costruire il futuro del nostro paese".
Le critiche dei conservatori. Ma tutti questi
accorgimenti non hanno messo il ‘fenomeno Dj Besho’ al riparo dagli strali dei
tradizionalisti e dei conservatori. “No, questo è troppo per l’Afghanistan:
scimmiottare la musica degli occidentali non farà altro che distruggere la
nostra musica tradizionale”, dice un negoziante di Kabul. “Questa musica orrenda
allontana i nostri giovani dalla nostra cultura, dalle nostreb tradizioni”, dice
Abdul Raouf, noto esponente religioso kabulino. “Le nuove generazioni
sono impressionabili – dice l’ex consigliere religioso della Corte Suprema,
Maulavi Mohammed Seddiq – e prima o poi in questi video appariranno donne
provocanti che eccitano i nostri giovani e li spingono a compiere crimini
sessuali, oggi praticamente sconosciuti nella nostra società islamica”.
Per Dj Besho - lanciato e sponsorizzato dalla ormai famosa Tolo Tv, la
Mtv afgana - non sarà facile evitare problemi, soprattutto adesso che
il
vento del conservatorismo torna a soffiare sull’Afghanistan. Il
parlamento
afgano, che doveva essere portatore di libertà e democrazia, a fine
aprile ha
sfiduciato il ministro della Cultura Sayyed Makhdum Rahim, il liberale
progressista che finora si era contrapposto all’intransigenza censorea
dei
conservatori che dominano le istituzioni e la giustizia afgana. Per ora
Karzai
ha lasciato vacante il suo dicastero. Almeno per un po’, forse, Dj
Besho potrà
rappare in pace.