31/07/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



La comunità di origine araba che vive in sud America viene sospettata di finanziare il terrorismo
 
Da oltre 30 anni una grande comunità di origine araba vive e lavora nella zona denominata Tripla Frontera, una regione dell’America Latina, a cavallo fra tre stati: Argentina, Brasile e Paraguay. La stragrande maggioranza della comunità è formata da persone di origine libanese o siriana e si dedica al commercio.
Ma, dopo l’attentato alle torri gemelle di New York nel settembre del 2001, questa porzione di continente è entrata nell’occhio del ciclone delle polemiche.
 
Osama bin Laden lo sceicco del terroreVoci infondate? Alcuni esperti sostengono che parte del commando che si schiantò con gli aerei di linea sulle Twin Towers, abbia soggiornato e si sia organizzato proprio nella Tripla Frontera. Soprattutto in Paraguay sono circolate voci che indicavano la presenza di cellule, non troppo dormienti, di al-Qaeda e la presenza di gruppi Hezbollah.
Non solo. C’e sempre stato il timore che la comunità araba finanziasse, con le rimesse degli emigranti, i miliziani libanesi Hezbollah. “Non posso dire con certezza che la presenza della comunità araba sia finalizzata a questo, non ci sono prove”, racconta dalla redazione di Abc il giornalista Gerardo Villasanti, “Esistono notizie provenienti soprattutto dagli Usa (e soprattutto in momenti di conflitto) che denunciano che dalla regione della Tripla Frontiera ci siano persone che inviano denaro in Libano per gli Hezbollah. Però è impossibile dare una conferma a questa notizia”.
Gerardo cerca di dare una spiegazione alla presenza di molti cittadini mediorientali in Paraguay. “E’ una cosa comune che cittadini provenienti dal Medio Oriente vengano qui in Paraguay. Lo fanno soprattutto per riuscire a raggiungere con più facilità gli Usa, forse è una questione burocratica. Qui ci sono anche moltissimi coreani. Usano il Paraguay come ponte per arrivare negli Usa”.
Dello stesso avviso anche la giornalista Mavel Pedroso della sezioni esteri del quotidiano Diario Popular. “E’ la tipica accusa del governo statunitense. Da quello che posso ricordare io, non esiste una sola prova, un solo documento che possa confermare che le rimesse dei cittadini di origine araba che vivono qui in Paraguay vadano a finanziare le lotte dei miliziani Hezbollah in Libano”.
 
La tripla fronteraLa paura di bin Laden. “Lo stesso è accaduto subito dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Anche in quel caso si iniziò a parlare di aiuti per i combattenti in Medio Oriente provenienti dal nostro paese. Certo non essendoci prove non posso dare conferme. Sono, per quanto mi riguarda, solo ipotesi. Gli unici problemi che si riscontrano nella popolazione di origine araba sono quelli relativi ai documenti". Molto spesso accade, infatti, che persone della comunità non siano del tutto in regola con i certificati. Non ci sono stati mai nemmeno casi di intolleranza e razzismo fra le due popolazioni. “No, mai si è visto un gesto di razzismo. I paraguyani e la comunità di origine araba che vive qui vanno d’accordo”
“Sempre, quando nasce un conflitto, saltano fuori queste voci” racconta Mavel. “Addirittura  tempo fa è stata messa in giro la voce che a Ciudad del Este (la parte paraguayana della tripla frontiera) potrebbe esserci stato un arsenale. Non solo. C’è stato un momento in cui si diceva che Osama Bin Laden fosse nacosto qui in Paraguay, tanto che dalla giustizia del nostro paese ha emesso un ordine di cattura per lo sceicco del terrore”.

Alessandro Grandi

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