01/01/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Le truppe somalo-etiopi sono entrate in città, le testimonianze di giornalisti e scrittori
“Le truppe governative somale ed etiopi sono entrate a Mogadiscio. La situazione è molto incerta, ci sono saccheggi e sparatorie dappertutto. Il quartier generale delle Corti è già stato attaccato dalla popolazione”. A riferirlo telefonicamente a PeaceReporter è lo scrittore somalo Mohamed Abdinoor*. La presa di Mogadiscio, senza colpo ferire, segna una svolta nella crisi somala. Le Corti, fino a poche settimane fa il nuovo soggetto forte della politica somala, sembrano scomparse nel nulla.
 
Miliziani delle Corti islamicheMogadiscio. Dalle prime informazioni, sembra che centinaia di uomini facenti parte delle Corti abbiano semplicemente cambiato casacca,  tornando nei ranghi delle milizie claniche che comandavano la città prima dell'avvento delle Corti, le quali si sarebbero ritirate verso sud. Secondo il giornalista Abukar Albadri, sempre contattato da PeaceReporter, "i governativi hanno stretto Mogadiscio in una tenaglia, arrivando da Jowhar e da Baidoa assieme agli etiopi. Da Baidoa sono arrivati almeno 140 mezzi, tra cui alcuni carri armati". Se il governo canta già vittoria, le Corti promettono battaglia sotto forma di una guerriglia strisciante in stile Iraq. Per il momento, però, i governativi sembrano aver vinto, conquistando la capitale senza sparare un colpo. Un'informazione confermata anche da Albadri, secondo cui "le truppe hanno trattato con i capi clan e i miliziani che hanno preso il controllo di Mogadiscio prima di entrare in città. La situazione è tesa, le milizie sparano e saccheggiano, e stamane almeno 4 persone sono morte".
 
Soldati dell'esercito etiopeProspettive. Decisiva per la vittoria sembra essere stata l’aviazione etiope, che le Corti hanno preferito non sfidare anche per evitare un bagno di sangue in città. Prima di fuggire, però, gli islamisti avrebbero aperto i propri depositi di munizioni, immediatamente saccheggiati dalla popolazione. L'intenzione di favorire il ritorno del caos nella capitale sembra evidente. E’ servito l'aiuto etiope per permettere al governo somalo di tornare a Mogadiscio, un obiettivo mai raggiunto da quando le istituzioni somale hanno fatto ritorno in patria dal Kenya: secondo Abdinoor, “alcuni alti ufficiali del governo sono già in città per preparare l’arrivo delle istituzioni”. Al momento è molto difficile fare previsioni sul futuro, visto che dal punto di vista militare la situazione rimane molto incerta. Nonostante le defezioni, le Corti conservano ancora un potenziale bellico consistente, considerato che il ritiro da Mogadiscio non ha provocato perdite umane. “Le Corti hanno perso per una frattura insanabile tra moderati ed estremisti - rivela Albadri - Questi ultimi starebbero tentando di organizzare una guerriglia nel sud per resistere ai governativi". “Sembra che si stiano raggruppando a Kismayo”, conferma Abdinoor.  

Matteo Fagotto

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