Le truppe somalo-etiopi sono entrate in città, le testimonianze di giornalisti e scrittori
“Le truppe governative somale ed etiopi sono entrate a Mogadiscio. La situazione
è molto incerta, ci sono saccheggi e
sparatorie dappertutto. Il quartier generale delle Corti è già stato attaccato
dalla popolazione”. A riferirlo telefonicamente a PeaceReporter è lo scrittore somalo Mohamed Abdinoor*. La presa di
Mogadiscio, senza colpo ferire, segna una svolta nella crisi somala. Le Corti,
fino a poche settimane fa il nuovo soggetto forte della politica somala,
sembrano scomparse nel nulla.
Mogadiscio. Dalle
prime informazioni, sembra che centinaia di uomini
facenti parte delle Corti abbiano semplicemente cambiato casacca,
tornando nei ranghi delle milizie claniche che comandavano la città
prima dell'avvento delle Corti, le quali si sarebbero ritirate verso
sud. Secondo il giornalista Abukar Albadri,
sempre contattato da
PeaceReporter,
"i governativi hanno stretto Mogadiscio in una tenaglia, arrivando da
Jowhar e da Baidoa assieme agli etiopi. Da Baidoa sono arrivati
almeno 140 mezzi, tra cui alcuni carri armati". Se il governo canta
già
vittoria, le Corti promettono battaglia sotto forma di una
guerriglia
strisciante in stile Iraq. Per il momento, però, i governativi sembrano
aver
vinto, conquistando la capitale senza sparare un colpo.
Un'informazione confermata anche da Albadri, secondo
cui "le truppe hanno trattato con i
capi clan e i miliziani che hanno preso il controllo di Mogadiscio prima di entrare
in città. La
situazione è tesa, le milizie sparano e saccheggiano, e stamane almeno
4 persone sono morte".
Prospettive. Decisiva
per
la vittoria sembra essere stata l’aviazione etiope, che le Corti hanno
preferito non sfidare anche per evitare un bagno di sangue in città.
Prima di fuggire, però, gli islamisti avrebbero aperto i propri
depositi di munizioni, immediatamente saccheggiati dalla popolazione.
L'intenzione di favorire il ritorno del caos nella capitale sembra
evidente. E’ servito l'aiuto etiope per permettere al
governo somalo di tornare a Mogadiscio, un obiettivo mai raggiunto da
quando le
istituzioni somale hanno fatto ritorno in patria dal Kenya: secondo Abdinoor,
“alcuni
alti
ufficiali del governo sono già in città per preparare l’arrivo delle
istituzioni”.
Al momento è molto difficile fare previsioni sul futuro, visto che dal
punto di
vista militare la situazione rimane molto incerta. Nonostante le
defezioni, le
Corti conservano ancora un potenziale bellico consistente, considerato
che il
ritiro da Mogadiscio non ha provocato perdite umane. “Le
Corti hanno perso per una frattura insanabile tra moderati ed
estremisti - rivela Albadri - Questi ultimi starebbero tentando di
organizzare una guerriglia nel sud per resistere ai
governativi". “Sembra che si
stiano
raggruppando a Kismayo”, conferma Abdinoor.