dal nostro inviato
Enrico Piovesana
Oggi i parenti di Sayed Agha, l'autista di Daniele ucciso
venerdì scorso, hanno contattato nuovamente Emergency. Sono gli stessi che ieri
mattina si erano radunati davanti alla casa dell'organizzazione a Lashkargah
per avere notizie sul loro caro. Hanno spiegato che non volevano creare disordine
né tantomeno attaccare Emergency. Volevano solo avere notizie di Sayed, visto
che non avevano più saputo nulla di lui, né visto il suo cadavere. Stamattina,
raccontano i parenti, sono stati contattati dai talebani che, in qualche
maniera, hanno mostrato loro il corpo di Sayed, promettendo di restituirlo alla
famiglia al più presto. Emergency si è immediatamente offerta di aiutare i
parenti di Agha a recuperare il cadavere del ragazzo, sgozzato e decapitato
davanti agli occhi di Daniele Mastrogiacomo.
Dov'è Adjimal? Oggi pomeriggio, i parenti dell'altro afgano rapito con
Daniele, il suo interprete Adjmal Nashkbandi, hanno incontrato Gino Strada per
ringraziarlo di tutto quello che Emergency ha fatto e sta facendo per liberare
anche lui. Il fratello Munir, il cugino Ziah e il miglior amico di Adjmal,
Ahmed Fahim, chiedono di sapere se sono vere o meno le voci che, sempre più
insistentemente circolano qui a Kabul. Ovvero se Adjmal, appena liberato dai
talebani, sia stato preso dai servizi segreti afgani. "Il mio sospetto - ha
detto loro Strada - è che sì, Adjmal sia nelle mani del governo afgano, come lo
è
il nostro Rahmatullah Hanefi. Se Rahmat fosse libero, avrebbe certamente modo
di sapere di più sulla sorte del vostro familiare. Potrebbe per esempio
contattare mullah Dadullah per sincerarsi del fatto che non sia più nelle mani
dei talebani. Potrebbe chiedere ai suoi contatti nell'ambiente dei servizi
segreti della provincia di Helmand se lo hanno preso loro, In ogni caso, la situazione
resta estremamente confusa. In questo momento, mi sento di dire che entrambe le
ipotesi sono plausibili".
"La storia non è chiusa". Strada ha poi spiegato ai due familiari e all'amico di
Adjmal che fino a quando Emergency non potrà tornare a contare sul prezioso
aiuto del manager dell'ospedale di Lashkargah, "possiamo lavorare solo sul
versante del governo afgano, con il quale sta parlando l'ambasciatore Sequi,
per capire se veramente Adjmal è in mano ai servizi afgani. Per
noi la faccenda del rapimento non si è conclusa con la
liberazione di Daniele", tiene a precisare il chirurgo. "Noi abbiamo
sempre chiesto la liberazione di tutti gli ostaggi. Ne abbiamo avuto uno.
Purtroppo ne abbiamo perduto un altro. Ora vogliamo avere il terzo, Adjmal.
Solo quando sarà libero anche lui, considereremo chiusa questa storia”.