Il leader bolivariano Chavez e il presidente iraniano Ahmadinejad, stipulano accordi commerciali e si giurano amore eterno. Alla faccia di Washington
La visita nei giorni scorsi del presidente venezuelano Hugo Chavez in Iran ha
portato alla firma di nuovi accordi fra i due paesi. Dall'incontro sono emerse
nuove prospettive di collaborazione che si svilupperanno in diversi settori.
I fatti. In primo luogo Iran e Venezuela si sono accordati per la creazione di una nuova
industria petrolchimica che, si è potuto apprendere, porterà beneficio ad entrambe.
Non solo. Fra i 14 accordi stipulati, che si vanno ad aggiungere agli oltre 160
già firmati negli anni scorsi, è prevista anche la creazione di industrie per
lo sfruttamento del petrolio, la lavorazione di generi alimentari, il commercio
e la fabbricazione di macchinari pesanti.
Ma, come dicevamo, il nodo della questione è legato soprattutto allo sfruttamento
del petrolio in tutti i suoi aspetti. Il ministro venezuelano per l'Energia, Ramirez
e il suo parigrado iraniano Alì Reza Tahmasbi, hanno messo in risalto una grande
novità: la nascita di un'impresa comune che realizzerà progetti industriali in
paesi terzi. Gli accordi stipulati fra i due paesi, poi, vedranno anche la nascita
di industrie che si occuperanno della costruzione di piattaforme per le attività
di estrazione del greggio e per la gestione delle tubature subaquee. E tutto questo
grazie ad un fondo comune (si parla di un miliardo di dollari ma la voce non è
stata confermata) gestito dai due paesi.
Insomma, la volontà di rafforzare ulteriormente i vincoli bilaterali già conseguiti
consentirà uno sviluppo industriale più veloce per entrambe le nazioni.
Amici per la pelle. Non si è fatto certo pregare, Chavez, e appena ne ha avuto la possibilità ha
iniziato a sparare a zero sugli Usa, consapevole di trovare appoggio sicuro in
Ahmadinejad. “L'imperialismo americano pretende di negare l'antica civiltà iraniana e di far
credere al mondo che gli iraniani sono dei barbari. Ma barbari sono coloro che
hanno lanciato bombe atomiche sulle popolazioni innocenti di Nagasaki e Hiroshima,
coloro che attaccano e strangolano il popolo iracheno e palestinese, quelli che
dall'Europa sono venuti a strangolare le nostre civilità latino americane”. E
l'appoggio del leader iraniano non si è fatto attendere. In una sorta di abbraccio
verbale, Ahmadinejad ha rincarato la dose. “Chavez è il mio fratello rivoluzionario
e a tutti quelli che si arrabbiano a causa della grande amicizia fra Venezuela
e Iran dico: crepate pure nella vostra rabbia”.
Bielorussia. Ma il presidente venezuelano non ha fatto accordi solo con l'Iran. La sua visita
fuori dal continente americano, proprio mentre si svolgeva in Paraguay la riunione
del Mercosur, ha visto anche un passaggio in Bielorussia (e Russia), giusto per
confermare le sue 'amicizie particolari'. Dalla repubblica ex sovietica, il presidente
venezuelano ha cercato (e ci è riuscito) di portare in dote le tecniche più avanzate
in materia di sistemi radar e antimissile. Non solo. Grazie al continuo e massiccio
sviluppo nel campo della raffinazione dei bielorussi, Chavez ha avuto argomenti
da spendere anche con Teheran, che importa il 40 percento della benzina che si
utilizza nel paese perché le sue industrie non sono ancora in grado di raffinare
il petrolio che producono.