Dopo più di un mese di prigionia, il sacerdote sequetrato nelle Filippine è stato liberato
La notizia è arrivata ieri sera: dopo più di un mese di prigionia, padre Bossi
è finalmente libero. Il sacerdote di Abbiategrasso, preso in custodia per tutta
la notte dalla polizia filippina, è in buone condizioni di salute, nonostante
abbia perso peso e, come ha scherzosamente ammesso lui stesso, abbia smesso di
fumare dal 27 giugno. Secondo fonti locali contattate da PeaceReporter, Padre
Bossi è sempre rimasto a 10 chilometri dal luogo in cui lavorava, mentre il generale
Norberto Gonzales, responsabile per la sicurezza nazionale del presidente Arroyo, non
avrebbe avuto alcun ruolo, né nella trattativa, né nella liberazione del religioso.
Dopo la liberazione, il militare risulta irreperibile.
Liberazione. Secondo quanto riportato dall'agenzia Misna, la liberazione del sacerdote sarebbe
avvenuta nei pressi della località di Karamutan, nella provincia filippina di
Lanao del Norte, nella parte meridionale dell'arcipelago. Padre Bossi, che stamane
ha incontrato la presidente Gloria Macapagal-Arroyo esprimendole il proprio rammarico
per la morte dei quattordici soldati che, a inizio del mese, avevano provato a
liberarlo, rientrerà presto in Italia. Ma chi pensa che la missione di padre Bossi
nelle Filippine sia terminata, si sbaglia. Il sacerdote, dopo aver ricevuto assicurazioni
da parte dei suoi rapitori, ha già annunciato che farà ritorno nella sua parrocchia
di Payao.
Resta ancora da chiarire chi siano i rapitori. Lo stesso padre Bossi ha fatto
sapere che gli undici uomini che lo sequestrarono lo scorso 10 giugno si identificarono
come uomini del gruppo islamico militante di Abu Sayyaf. Secondo la polizia locale, però, sembra che i responsabili facciano parte di
un'ala dissidente del Moro Islamic Liberation Front (Milf), un altro gruppo ribelle che siglò un accordo di pace con il governo nel 2004,
ma che da allora ha dovuto registrare le defezioni di parte dei suoi militanti.
A partecipare attivamente alle trattative per la liberazione del sacerdote sarebbero
stati, oltre alle autorità locali, gli stessi uomini del Milf.
red