20/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo più di un mese di prigionia, il sacerdote sequetrato nelle Filippine è stato liberato
La notizia è arrivata ieri sera: dopo più di un mese di prigionia, padre Bossi è finalmente libero. Il sacerdote di Abbiategrasso, preso in custodia per tutta la notte dalla polizia filippina, è in buone condizioni di salute, nonostante abbia perso peso e, come ha scherzosamente ammesso lui stesso, abbia smesso di fumare dal 27 giugno. Secondo fonti locali contattate da PeaceReporter, Padre Bossi è sempre rimasto a 10 chilometri dal luogo in cui lavorava, mentre il generale Norberto Gonzales, responsabile per la sicurezza nazionale del presidente Arroyo, non avrebbe avuto alcun ruolo, né nella trattativa, né nella liberazione del religioso. Dopo la liberazione, il militare risulta irreperibile.

Padre Bossi in conferenza stampa dopo l'incontro con la presidente ArroyoLiberazione. Secondo quanto riportato dall'agenzia Misna, la liberazione del sacerdote sarebbe avvenuta nei pressi della località di Karamutan, nella provincia filippina di Lanao del Norte, nella parte meridionale dell'arcipelago. Padre Bossi, che stamane ha incontrato la presidente Gloria Macapagal-Arroyo esprimendole il proprio rammarico per la morte dei quattordici soldati che, a inizio del mese, avevano provato a liberarlo, rientrerà presto in Italia. Ma chi pensa che la missione di padre Bossi nelle Filippine sia terminata, si sbaglia. Il sacerdote, dopo aver ricevuto assicurazioni da parte dei suoi rapitori, ha già annunciato che farà ritorno nella sua parrocchia di Payao.
Resta ancora da chiarire chi siano i rapitori. Lo stesso padre Bossi ha fatto sapere che gli undici uomini che lo sequestrarono lo scorso 10 giugno si identificarono come uomini del gruppo islamico militante di Abu Sayyaf. Secondo la polizia locale, però, sembra che i responsabili facciano parte di un'ala dissidente del Moro Islamic Liberation Front (Milf), un altro gruppo ribelle che siglò un accordo di pace con il governo nel 2004, ma che da allora ha dovuto registrare le defezioni di parte dei suoi militanti. A partecipare attivamente alle trattative per la liberazione del sacerdote sarebbero stati, oltre alle autorità locali, gli stessi uomini del Milf
 
red
Parole chiave: filippine, padre bossi, rapimento, milf, abu sayyaf
Categoria: Guerra, Religione
Luogo: Filippine