19/11/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



L’Onu accusa la polizia afgana per il massacro dei bambini di Baghlan
Uno dei bambini feriti dagli spariSecondo un rapporto interno delle Nazioni Unite, la maggior parte dei sessantuno bambini rimasti uccisi nel più grave attentato dell’Afghanistan post-talebano – quello del sei novembre in uno zuccherificio di Baghlan: 77 morti e 100 feriti – sono in realtà caduti sotto i colpi dei mitra delle guardie del corpo dei parlamentari afgani che, dopo l’esplosione, hanno aperto il fuoco all’impazzata sulla folla circostante.
Nell’ultimo rapporto settimanale diffuso dal Dipartimento ‘Safety and Security’ dell’Onu si legge che “dopo l’attacco suicida i bodyguard dei politici afgani hanno sparato deliberatamente e indiscriminatamente contro una folla disarmata che non costituiva per loro alcuna minaccia, colpendo principalmente, a distanza ravvicinata, una scolaresca. Le vittime di questa sparatoria costituiscono circa i due terzi dei 77 morti totali”. Il che significa che almeno una cinquantina di bambini sono morti in questo modo.
Adrian Edwards, portavoce delle Nazioni Unite in Afghanistan, ha confermato l’attendibilità del rapporto, pur commentando – da buon diplomatico – che “esso rappresenta solo una delle contrastanti versioni di questo incidente”.
 

Enrico Piovesana

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