Tutte le operazioni di guerra cui le forze italiane hanno preso parte dal 2006 o aggi
2007
1-21 novembre 2007. Le forze speciali italiane della Task-Force 45 e i bersaglieri della Forza di
Reazione Rapida, con l’appoggio di cinque elicotteri Mangusta e per la prima volta
anche di otto cingolati Dardo, prendono parte (assieme a forze afgane e Usa) alla
battaglia del Gulistan, nella provincia di Farah, per riprendere il controllo di questo distretto caduto
nelle mani dei talebani alla fine di ottobre. Nei combattimenti vengono uccise
decine di guerriglieri.
5 Ottobre 2007. Gli alpini del 5° reggimento della brigata 'Julia' vengono
attaccati nottetempo dai talebani nel loro avamposto nella Valle di Musahi, 40 chilometri a sud di
Kabul. Ai lanci di granate e alle raffiche di mitra, i soldati italiani rispondono
con le mitragliatrici pesanti, mettendo in fuga i guerriglieri.
19 settembre 2007. Sono ancora le forze speciali italiane della Task-Force 45 e i bersaglieri
della Forza di Reazione Rapida, con l’appoggio di due elicotteri Mangusta, che
prendono parte all’
operazione ‘Palk Wahel’ con il compito di bloccare le vie di fuga ai talebani che scappano dalla provincia
di Helmand (epicentro dell’offensiva) cercando scampo nella provincia di Farah.
22 agosto 2007. Un convoglio italiano di blindati ‘Lince’ viene attaccato dai talebani nel distretto
di Bala Buluk, provincia di Farah, durante una missione di perlustrazione. I soldati
italiani
ingaggiano un combattimento con i guerriglieri, ma non riuscendo a “disimpegnarsi” chiedono copertura aerea
alla base di Herat. Entrano così nuovamente in azione gli elicotteri Mangusta
che aprono il fuoco contro i talebani, disperdendoli.
10 agosto 2007. I bersaglieri del 1° reggimento della Brigata Garibaldi della Forza di Reazione
Rapida prendono parte a una
battaglia di due ore e mezzo nel distretto di Murghab, provincia di Badghis, dove un convoglio militare afgano-spagnolo
era stato attaccato dai talebani. Per la prima volta entrano in azione gli elicotteri
da attacco italiani Mangusta A-129. Decine di guerriglieri rimangono uccisi.
27 aprile 2007. Il generale Antonio Satta coordina un attacco aereo (aviazione Usa) sulla
Valle di Zerkoh, nel distretto di Shindand, provincia di Herat. Nei ripetuti raid rimangono
uccisi 51 e 136 talebani. Nonostante Satta dichiari che l’operazione era stata
pianificata dal comando italiano di Herat e che aveva anche predisposto elicotteri
per l’evacuazione dei feriti, il ministero della Difesa afferma di esserne all'oscuro.
11 marzo-10 aprile 2007. Le forze speciali italiane della Task-Force 45 e i paracadutisti della Forza
di Reazione Rapida prendono parte all’
operazione ‘Achille’ con il compito di bloccare le vie di fuga ai talebani che scappano dalla provincia
di Helmand (epicentro dell’offenisva) cercando scampo nella provincia di Farah.
Il ministero della Difesa inizialmente smentisce. Ma poi la notizia trapela da
Madrid.
In questo periodo le forze italiane subiscono numerosi attacchi e agguati, ma
solo alcuni di questi vengono resi pubblici (il 20, 24 e 29 marzo).
21 febbraio 2007. I militari italiani prendono parte all’offensiva dell’esercito afgano per la
riconquista del distretto di Bakwa, occupato dai talebani due giorni prima. Almeno
venti guerriglieri vengono uccisi nell’operazione.
2006
10 dicembre 2006. Il generale
Antonio Satta coordina un attacco terrestre e aereo (forze afgane e aviazione Usa) nel distretto di Bala Buluk,
provincia di Farah, dove un gruppo di talebani si era infiltrato per compiere
attacchi lungo la ‘ring-road’ che conduce ad Herat. Ai combattimenti prendono
parte i militari italiani dei Team operativi di affiancamento e collegamento (Omlt)
che accompagnano sul campo i soldati afgani del 207° corpo d’armata. Almeno nove
i guerriglieri uccisi nell’operazione.
1 ottobre 2006. Le stesse forze italiane prendono parte (assieme a forze afgane e Usa) all’
operazione ‘Wyconda Rib’ nel distretto del Gulistan, provincia di Farah, allo scopo di riprendere il
controllo di questa zona, conquistata due settimane prima dai talebani. I ribelli
vengono cacciati dal distretto, ma non vengono forniti particolari sui combattimenti.
18 settembre 2006. Le forze speciali italiane della Task-Force 45 e i paracadutisti del 66° reggimento
di fanteria ‘Trieste’ della
Brigata Aeromobile ‘Friuli’ della Forza di Reazione Rapida (Qrf) italo-spagnola
prendono parte (assieme a forze afgane e Usa) all’
operazione ‘Wyconda Pincer’ nei distretti di Bala Buluk e Pusht-i-Rod, provincia di Farah. Almeno una settantina
i talebani uccisi in combattimento dalle forze italiane.
Il ministero della Difesa ordinò il silenzio-stampa sull’operazione.