24/02/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il terzo anniversario del sequestro di Ingrid Betancourt da parte delle Farc.
 
Un ritratto di Ingrid BetancourtSono passati tre anni dal giorno in cui Ingrid Betancourt, allora 42enne, veniva sequestrata dalla guerriglia colombiana, mentre cercava di entrare nella vecchia zona di distensione ceduta alle Farc nell'ambito dei colloqui di pace, che si erano conclusi solo tre giorni prima. Insieme a lei c’era anche Clara Rojas, una collaboratrice responsabile della sua campagna elettorale.
 
La storia. Tre lunghissimi anni nei quali la Betancourt è riuscita ugualmente a far arrivare forte e chiaro il suo intento, la sua voglia di cambiare le cose, il suo grande senso di rinnovamento. La Colombia però non è cambiata affatto. Soprattutto non si sono verificati i cambiamenti per i quali Ingrid combatteva. Guerriglia, corruzione, disagio sociale, traffico di stupefacenti, tutte cose che la Betancourt voleva combattere. Niente è cambiato, anzi. Non solo i guerriglieri continuano nel loro intento di destabilizzare il governo rifiutando ogni condizione, ma il governo di Alvaro Uribe si sta rivelando incapace a compiere ogni minimo reale passo avanti verso la soluzione del conflitto. A nulla sono valse le tanto sventolate campagne di disarmo dei paramilitari che, per molti osservatori internazionali e per buona parte di coloro che in Colombia ci vive, altro non si è trattato che di un modo ben architettato per legalizzare i paras e inserirli nelle file dell’esercito, con tanto di stipendio e armi registrate. Una mossa che certo non si può interpretare come una mano tesa alla pace, da qualunque parte si voglia che venga. Il sogno della franco-colombiana di un Paese senza e giusto è ancora ben lungi dal venire, dunque.
Per farlo aveva anche creato un partito politico ambientalista dal nome emblematico, Ossigeno, e si era candidata per le elezioni presidenziali che si sarebbero tenute nel maggio 2002.
Adesso sono passati tre anni da quel lontano febbraio. Oggi però abbiano nuove notizie.
Il governo colombiano ha negato l'esistenza di una trattativa tra la Francia e le Farc, le Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane, per liberare Ingrid. L'ex senatrice ha la doppia cittadinanza francese e colombiana, ed è ostaggio della guerriglia marxista ormai da troppo tempo.
Un guerrigliero delle Farc"Questo rapimento è per noi il simbolo della situazione in Colombia – ha fatto sapere Katia Kore, delegato del Parlamento europeo -. Chiediamo alle Farc il rilascio di tutte le persone che sono tenute in ostaggio".
Ma in mano alle Farc non c’è solo Ingrid. Secondo gli ultimi dati rilasciati dal governo colombiano sarebbero oltre tremila gli ostaggi ancora nelle mani della guerriglia colombiana, fra loro anche tre cittadini statunitensi, militari poliziotti e politici..
Il governo di Bogotà si dice a favore di un’intesa con i guerriglieri in cambio della liberazione di un primo raggruppamento di ostaggi.  Le Farc pretendono una zona smilitarizzata per negoziare lo scambio degli ostaggi e che ai guerriglieri incarcerati sia data piena libertà, anche quella di tornare a far parte del gruppo guerrigliero.
 
La madre e il marito.  Yolanda Pulecio, madre di Ingrid, ha fatto sapere in questi giorni che continuera' a fare di tuttoì per ottenere la liberta' di sua figlia.  tanto che, dopo Bogota', sempre con questo proposito si rechera' in altre citta' colombiane e poi a Parigi - la Betancourt ha anche la nazionalita' francese - e a Madrid.  Juan Carlos Lecompte, marito di Ingrid l’ha giurato. Se avesse la possibilità Un ritratto di Ingrid prenderebbe un aereo e sorvolerebbe le zone della Sierra Chibiriquete dove secondo lui si troverebbe la moglie. L’obiettivo? Distribuire delle fotografie che ritraggono i suoi due figli. "Sono sicuro che sarà felice quando vedrà quanto sono cresciuti".
 
Le opinioni. ''Da tre anni Ingrid Betancourt e' nelle mani dei suoi rapitori. Il governo francese ha intrapreso una serie di iniziative per favorire il rilascio della ex candidata alla presidenza colombiana che venne sequestrata dai guerriglieri delle Farc esattamente tre anni fa. Non pare pero' che il governo di Bogota' sia altrettanto impegnato''. Qusto il commento del sindaco di Roma Walter Veltroni che è intervenuto per ribadire la sua volontà nel rivedere libera Ingrid al più presto.
 
La campagna. Si elle réussit, elle aura changé le cours de l’histoire. Se ci riuscirà, avrà cambiato il corso della storia. È questo lo slogan che apre il sito che le è stato dedicato pochi giorni dopo la sua cattura. E il contenuto è chiaro e ben organizzato. Una l’idea basilare: “la Colombia è in guerra. Non una guerra dichiarata bensì reale. La violenza endemica nel paese ha provocato …….. morti. Gli omicidi indiscriminati, sempre impuniti, hanno colpito tutti gli strati della popolazione: candidati alla presidenza della repubblica, leader politici, giudici, giornalisti, preti, sindacalisti, contadini, indigeni, difensori dei diritti umani… E si tratta di delitti che sono stati perpetrati sia dai paramilitari, sia dai gruppi armati dei cartelli della droga, sia dai delinquenti comuni che dalla guerriglia”. Quindi una precisa riflessione emerge i ogni parte dei tanti interventi: “All’origine del conflitto c’è l’ingiustizia sociale immensa di un Paese che ostenta fortune indecenti e che al contempo vede costretta più del 50 per cento della popolazione a vivere sotto la soglia di povertà.
La congiuntura colombiana è sempre più dura. Il presidente Uribe vuole una guerra totale pur correndo il rischio di continuare a mietere numerose vittime fra la popolazione civile. Anzi, ha messo in piedi un sistema di denuncie generalizzate e remunerate, ivi compresi i civili armati, coinvolgendo così tutta la popolazione nella guerra. Dall’altro lato, le Farc si mostrano più chiusi che mai e per  molto tempo hanno manifestato la loro opposizione a tutte le mediazione dell’Onu nel conflitto”.

Alessandro Grandi

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