16/09/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Si apre il secondo processo per i crimini commessi durante il regime comunista che causò circa 2 milioni di morti

Quattro ex dirigenti del partito comunista cambogiano dei Khmer rossi sono stati rinviati a giudizio, davanti al tribunale di Phnom Penh istituito dalle Nazioni Unite, per genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra. L'ideologo del regime di Pol Pot, il 'Fratello numero due' Noun Chea, e il suo ministro degli Esteri, il 'Fratello numero tre' Ieng Sary, sono chiamati a rispondere delle loro responsabilità e del ruolo svolto nel regime comunista totalitario che causò la morte di circa due milioni di persone. Gli altri due imputati sono Khieu Samphan e Ieng Thirith, ministro degli Affari sociali del regime. Tutti e quattro gli imputati sono detenuti da diversi anni in un carcere adiacente al tribunale e negano il loro coinvolgimento nei massacri. Tra il 1975 ed il 1979 un quarto della popolazione della Cambogia è stata decimata da carestia, lavoro forzato, esecuzioni e torture, prima del rovesciamento del regime da parte dell'invasione vietnamita. Lo scorso luglio, Kaing Guek Eav, alias 'Duch', a capo della prigione Tuol Sleng di Phnom Penh dove circa 15.000 persone furono torturate e giustiziate, è stato condannato a 35 anni di carcere per crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

Categoria: Diritti, Tortura, Storia
Luogo: Cambogia