Crimini contro l'umanità Il 'fratello numero Due' del regime sanguinoso dei Khmer rossi è in mano da
stamani alle autorità cambogiane, che lo hanno già incriminato per reati contro
l'umanità e genocidio. Per i suoi crimini Nuon Chea verrà giudicato da magistrati
cambogiani e internazionali presso la corte internazionale delle Nazioni Unite
di Parigi, istituita in per giudicare del regime del tiranno comunista Pol Pot
che dal 1977 al 1979 si ritiene abbia ucciso uno e mezzo dei cinque milioni di
cambogiani dell'epoca. Il conteggio delle vittime comprende esecuzioni capitali,
deceduti nei campi di rieducazione e gente morta di stenti in seguito ai razionamenti
inferti ai nemici del regime marxista.
Custode dell'ortodossia marxista Nuon Chea negli anni '60 fu il guardaspalle ideologico del capo Pot, aiutandolo
a salire al vertice del Partito Comunista del paese indocinese, diventandone a
sua volta guida ideologica e braccio destro delle politiche del dittatore. L'
82enne ex aguzzino del regime è stato prelevato dalla polizia tra due ali di folla
nella sua casa in mezzo alla giungla, in Pailin, vicino il confine thailandese,
dal capo della polizia della capitale Phnom Penh. "Non sono colpevole, la mia
dirigenza non dava ordini di assassinare nessuno - ha dichiarato impassibile
in giugno in una intervista alla
Bbc l'ex dittatore - la mia unica colpa è stata non realizzare per tempo che nel
Partito comunista si erano infiltrati dei criminali che usavano mezzi criminali,
e non essere riuscito a impedire che facessero del male agli altri compagni e
al nostro popolo. Andrò a difendermi in tribunale e non m'importa se la gente
mi crede o meno".
Un compagno che sbagliava "Mio padre è contento di poter finalmente fare luce sulla realtà del regime
dei Khmer e dimostrare a tutto il mondo cosa è stato il governo del partito comunista"
ha detto ai reporter delle agenzie di stampa il figlio incredulo Nuon Say dopo
l'arresto. Omicidio, torture, persecuzioni religiose, violazioni della Convenzione
di Ginevra sui prigionieri di guerra e crimini contro l'umanità, oltre a genocidio,
dovrebbero essere i capi di accusa che i giudici internazionali hanno intenzione
di muovere a suo carico, visto che il suo nome compare nella lista dei 5 personaggi
di spicco del regime Khmer da sottoporre a un processo credibile sulle responsabilità
di quel regime. Il dittatore Pot è morto nel 1998.
Il capo degli aguzzini Khaing Kekh Leu,
'comandante Duch', è stato arrestato in giugno. Gestiva la famigerata prigione di Phnom Penh
S 21 Tuol Sleng dove finirono tutti gli oppositori del regime per venire torturati. Rimangono
liberi, ma in pessime condizioni di salute Khieng Say e Khieu Samphan, rispettivamente
ministro Esteri e presidente della repubblica ai tempi del regime Khmer.