Il gruppo separatista curdo dei Tak, i Falconi della Libertà del Kurdistan (Teyrênbazên Azadîya Kurdistan) ha pubblicato sul proprio sito la rivendicazione dell'attentato suicida di sabato scorso in piazza Taksim, nel centro di Istanbul. Dell'attacco era già stato individuato l'attentatore e si vociferava circa la sua vicinanza al Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), che però si era affrettato a respingere ogni responsabilità sull'accaduto. L'attentatore si chiama Vedat Acar, 24 anni, nome in codice Derweş. Adesso, per il Tak, è un martire della causa curda. Nella rivendicazione il Tak precisa che Acar avrebbe agito su iniziativa personale, ma ad ogni modo l'organizzazione ne condivide l'azione: il giovane "non fa parte di una diversa organizzazione, è nostro membro". Acar si è unito al gruppo estremista nel 2005. Il Tak dichiara di non ritenere veritieri gli sforzi del governo di risolvere la questione curda, e pertanto di "non prenderli sul serio".
"Non siamo soddisfatti delle lotte del Kongra-Gel (Il parlamento del popolo curdo) e dell'Hpg (Forze di difesa Popolare) che sono state portate avanti considerando gli equilibri politici". Il Tak ha iniziato le sue lotte con il Pkk, con il quale condivideva gli obiettivi, oltre al leader indiscusso Abdullah Öcalan . Da un anno e mezzo però il gruppo ha deciso la secessione, rifiutando la via della mediazione e optando per una via decisamente violenta: "Non possiamo rispondere con metodi di lotta passiva. D'ora in poi i nostri attacchi continueranno e diventeranno più violenti" E ancora "Ognuno dei nostri militanti è pronto a sacrificare la propria vita in questa lotta". Nel comunicato trasmesso su internet il gruppo ci tiene a rimarcare la propria indipendenza, ammettendo di non essere "connessi a nessuno, dipendenti di nessuno". Il loro target principale sono "la burocrazia militare, l'economia e il turismo". A questo proposito tutti i turisti stranieri e locali sono invitati a non recarsi nelle tradizionali mete turistiche "perchè la Turchia è un Paese in guerra", pertanto ognuno è da ritenersi in pericolo.
L'attacco suicida della settimana scorsa era rivolto contro i poliziotti che abitualmente stazionano nella piazza, frequentatissima soprattutto di sabato. I feriti tra i poliziotti sono stati trentadue. Il Pkk ha commentato l'attacco precisando che questo tipo di azioni sono mirate ad azzerare i tentativi per arrivare ad una pace con il governo, perciò chiede formalmente al Tak di desistere dall'opzione violenta. Intanto il Pkk ha esteso il cessate il fuoco fino alle prossime elezioni parlamentari dell'estate prossima.