L'inchiesta sull'Iraq avviata dalla Gran Bretagna per fare luce sugli aspetti meno chiari della discesa in campo del Paese a fianco degli Usa, è stata privata di un elemento essenziale.
Il capo della Pubblica amministrazione britannica, Sir Gus O'Donnell, ha deciso oggi che la corrispondenza privata tra George W. Bush e Tony Blair nei mesi che precedettero lo scoppio della guerra in Iraq non verranno resi pubblici.
L'inchiesta sull'Iraq potrà dunque analizzare questi memorandum chiave, ma non potrà pubblicarne gli estratti chiave, così come era invece stato richiesto dal presidente dell'indagine, Sir John Chilcot. Che ha descritto il "veto" imposto da O'Donnell come "un serio colpo alla trasparenza".
O'Donnell ha preso questa decisione dopo essersi consultato con l'allora primo ministro Blair: "Vi è una prassi ben consolidata che prevede di consultare i ministri del governo in carica quando si tratta di pubblicare documenti che risalgono al loro periodo".
"Ci sembra - ha commentato Chilcot - che questa decisione vada contro il protocollo e sia, viste le recenti pubblicazioni di documenti riservati, non necessaria. Per produrre un resoconto completo è fondamentale che il team possa riprodurre passaggi della corrispondenza con il presidente Bush".