Durante gli scontri di ieri a Mogadiscio tra i miliziani di Shebab, gruppo islamista ispirato ad al-Qaeda, e le forze dell'Unione Africana in Somalia (Amisom) sono morte almeno 50 persone, tra cui 6 soldati. I disordini di mercoledì sono seguiti ad un week end di guerriglia tra Shebab e l'Amisom e ad un attacco kamikaze nel centro della capitale somala.
Il colonnello Gaspard Baratuza, portavoce dell'esercito del Burundi, ha rilasciato un comunicato nel quale riferisce che tre dei soldati caduti erano barundesi: i militari burundesi ed ugandesi costituiscono una percentuale importante delle 8mila unità dell'Amisom.
Oggi le forze dell'Unione Africana hanno comunicato di avere compiuto importanti passi avanti nella lotta all'estremismo islamico in Somalia e sostengono di tenere sotto controllo la situazione in almeno il 60 percento delle città grazie all'aiuto delle forze di sicurezza locali. Il governo di transizione somalo, sostenuto dall'occidente, è stato confinato dagli insorti in un perimetro ristretto della città e deve la sua sopravvivenza alle forze dell'Amisom.