Domenica scorsa Uganda e Burundi si sono impegnati a inviare entro metà marzo altri 4 mila soldati in supporto alle truppe Amisom (esercito dell'Unione Africana in Somalia), incaricate di reprimere i gruppi islamisti insorti: da quattro anni il Paese è scosso da ribellioni intestine guidate da al-Shabaab, gruppo collegato ad al-Qaeda, e dall'organizzazione Hizbul Islam.
La decisione è stata presa dopo una visita dei generali burundese, Godefroid Niyombare, e ugandese, Aronda Nyakairima, nella capitale somala, Mogadiscio. Mille soldati del Burundi sono già stati inviati sul posto.
Il governo federale transitorio, appoggiato dal'Onu e guidato dal presidente Sheikh Sharif Ahmed, controlla solamente metà della capitale ma le truppe dell'Amisom stanno combattendo strenuamente contro i ribelli per estendere il controllo sull'intera area cittadina: la comunità internazionale considera l'attuale governo di transizione come la migliore possibilità di riportare stabilità nel Corno d'Africa, dopo due decadi di conflitto.