Le informazioni contenute nel computer di Raul Reyes, sequestrato durante un'operazione militare nel 2008 in cui l'ex "numero due" delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc) rimase ucciso, non potranno essere utilizzate come prova in nessun processo. Questa la conclusione della Corte Suprema di Giustizia che ha ritenuto illecita l'appropriazione dei file. La decisione colpisce anzitutto il processo in corso contro l'ex deputato del partito d'opposizione Polo Democratico, Wilson Borja, accusato di mantenere relazioni con la guerriglia.
Altre controversie verranno interessate dalla decisione di non utilizzare le preziose informazioni di Reyes, la cui uccisione per mano colombiana in territorio ecuadoriano scatenò tra l'altro un incidente diplomatico tra i due Paesi ancora in corso. I processi in tal senso più importanti sono quello contro la senatrice liberale Piedad Cordoba, accusata di relazioni con le Farc ben oltre l'ambito governativo, e la controversia che vede protagonista il presidente ecuadoriano Rafael Correa, accusato di aver ricevuto denaro dalle Farc per finanziare la campagna elettorale del 2006 che lo portò al potere.