Da decenni la Colombia vive strangolata dal conflitto. Da un lato i narco-trafficanti
e dall'altra i guerriglieri dell’ultrasinistra dall’altra. A cui si aggiungono
i paramilitari dell'estrema destra.
In uno scenario che è sempre apparso di difficile risoluzione si stanno aprendo
delle possibilità di sviluppo.
Un nutritissimo gruppo di paramilitari dell’estrema destra colombiana ha deciso
di accettare il piano di pace del presidente Uribe e di abbandonare le armi. La
cerimonia ufficiale, in cui poco meno di 1000 membri delle Autodifese unite della
Colombia (Auc) hanno consegnato le armi, si e' svolta a Taminango, al confine
con l'Ecuador.
Dialogo & Condizioni. Secondo quanto si apprende dal loro portavoce Raul Reyes, anche le Farc, le Forze
Armate rivoluzionarie della Colombia, sarebbero disposte ad aprire un dialogo
con Uribe. Dialogo che potrà iniziare soltanto se si potranno verificare le condizioni
necessarie. Quali sono? Su tutte, lo scambio di prigionieri politici, quelli attualmente
sono “ospiti” nelle carceri statunitensi in primo luogo.
Ma Reyes ha anche fatto sapere che: “l'unica possibilità che i nostri portavoce
si riuniscano con i funzionari del governo per trattare tale tema e che ciò avvenga
in una zona smilitarizzata nel dipartimento del Valle del Cauca”.
Le Farc dal canto loro si dicono pronte a liberare gli prigionieri “eccellenti”,
fra cui c’è sicuramente Ingrid Betancourt, ex candidata presidenziale.
Mosse e contromosse che non si vedevano e sentivano da molto tempo in Colombia.
Lo stesso Uribe ha fatto sapere di essere disposto a parlare con i guerriglieri
“in qualsiasi posto e nel giorno e nell'ora che volgiono loro”, frase che nessuno
si sarebbe mai aspettato di sentire.
Ma la tensione e gli assassini non si fermano. Le Farc hanno compiuto un attentato
ai danni di un esponente politico del dipartimento di Caqueta', Jose' Edwin Rondon
ferendolo in maniera molto seria alla testa. Nell’attacco sono morti anche tre
agenti di polizia.
La situazione attuale. Difficile stabilire cosa accadrà nei prossimi giorni in Colombia. Di certo
sappiamo che il presidente Uribe sarà ospite del suo pari grado statunitense George
W. Bush nel ranch texano teatro degli incontri con i grandi della terra. Si tratteranno
diversi argomenti, a quanto si apprende da fonti della Casa Bianca, soprattutto discuteranno sui
metodi per la lotta al traffico di droga e dedicheranno molto tempo alle discussioni
sulle tensioni causate dalla guerriglia.
Ma non sono solo queste le novità. Molto probabilmente il presidente colombiano
Uribe ringrazierà Bush per i 62 milioni di dollari destinati alla lotta contro
il cosiddetto ‘narcoterrorismo’ finanziati dagli Usa. Gli Stati Uniti hanno da
poco accertato che in Colombia si rispettano i diritti umani e per tanto la nazione
merita gli aiuti economici.

Ingrid Betancourt. Dal 1994 la Betancourt è deputata al parlamento colombiano. Successivamente
è diventata senatrice e si è candidata alla presidenza della Colombia. Voleva
dare ai suoi concittadini la speranza di un futuro migliore, di pace e serenità,
ma è da oltre tre anni e mezzo nelle mani delle Farc. Anche se in un primo momento
il governo colombiano ha negato l'esistenza di una trattativa tra la Francia e
le Farc per liberare Ingrid, si sa di preciso che poche settimane fa un emissario
del governo di Chirac si è recato in Colombia per parlare con Reyes ed esaminare
la possibilità di liberare la Betancourt.