23/01/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Raramente ci occupiamo di Italia. Oggi, non possiamo fare a meno di intervenire
Raramente interveniamo nelle vicende di questo paese, l'Italia.
PeaceReporter è un giornale di esteri, e i giornalisti della redazione seguono due vocazioni: più che la ricerca della pace, quella della abolizione della guerra per prima cosa. E poi, insieme, la ricerca della verità. Il racconto dei fatti. Cerchiamo di raccontare il mondo attraverso le storie di chi il mondo vive, e spesso vive subendo le nostre guerre, le nostre economie, il nostro stile di vita.

Oggi non possiamo fare a meno di intervenire, entrando a piedi uniti nel dibattito che sta su tutte le pagine dei giornali.
Perché un generale ci ha detto che non ci sono impegni internazionali di sorta, se il nostro governo volesse, potremmo "dire chiaramente di essere stati coinvolti in un allargamento di compiti e in una nuova fase della missione che non condividiamo, per il rispetto della lettera e dello spirito della nostra Costituzione. Se lo crediamo, dobbiamo andarcene a testa alta e sbattendo la porta. Ne avremmo il diritto e saremmo rispettati".
E non ce lo ha detto un generale qualsiasi, ma il generale Fabio Mini, che è stato un altissimo dirigente dell'alleanza atlantica. E che dunque può ben strappare quel velo di ipocrisia che prova a nascondere le bugie e gli omissis che i politici del centrosinistra, esattamente come prima quelli del centrodestra vanno spandendo a piene mani.
 
Il generale Mini, ad essere onesti, ci ha anche detto che "chi sostiene che senza forze di sicurezza non ci sarebbero problemi mente sapendo di mentire". Beh, io sono stato recentemente nel sud dell'Afghanistan, a seguire la vicenda che ha coinvolto Gabriele Torsello. La struttura ospedaliera che mi ha ospitato non era protetta, non aveva intorno militari né altri armati di alcun tipo. Eppure, quell'ospedale era l'unico posto, giù al sud,  dove io e quelli che erano con me ci siamo sentiti sicuri.

Abbiamo fatto un lavoro relativamente facile. Abbiamo fatto i conti. E questi conti ci dicono, insieme alle centinaia di testimonianze che sulla guerra afgana abbiamo raccolto, che in quel paese si può andare a fare qualsiasi cosa, tranne che una missione di pace.

Maso Notarianni

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