08/06/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Abusi sessuali sui minori: un fenomeno sommerso ma diffusissimo
Bambino afganoAbdul Kabir – nome di fantasia – ha 12 anni. Ha lasciato il suo villaggio in Uruzgan per andare a lavorare nella bottega di un parente a Kandahar. Ma quando è arrivato in città, l’uomo non lo ha voluto assumere e gli ha sbattuto la porta in faccia. Così Abdul è andato al mercato della mano d’opera, dove due uomini gli hanno promesso un lavoro come muratore per un dollaro al giorno. Ma invece di portarlo in cantiere, lo hanno condotto in un edificio abbandonato e lo hanno violentato. Ripresosi dal trauma, Abdul ha deciso di tornare nel suo villaggio. Un tassista gli ha offerto un passaggio gratis e poi, una volta in macchina, ha abusato di lui. Una volta a casa, il ragazzino, non dandosi per vinto, ha cercato di tirar su qualche dollaro con la raccolta dell’oppio nel campo di un amico di famiglia. Ma lì, tra i papaveri, un altro bracciante ha provato a violentarlo: Abdul ha reagito, ferendo l’uomo con il falcetto per estrarre l’oppio. Il dodicenne è stato per questo consegnato alla polizia e rinchiuso in un riformatorio. Il suo violentatore è a piede libero.
 
Bambini afganiUn fenomeno sommerso ma diffuso. Questa drammatica storia, raccolta da Irin News, è solo uno dei tantissimi casi di abusi sessuali sui minori: un fenomeno sempre più diffuso in un Paese che non riesce a uscire dalla miseria e dalla guerra. Non esistono statistiche attendibili in merito, solo stime elaborate dalla Commissione Indipendente per i Diritti Umani dell'Afghanistan (Aihrc) e dall’organizzazione Save the Children-Svezia. Secondo i loro dati, nella sola città di Kandahar sono stati recentemente denunciati 14 casi di violenze sessuali su minori, ma almeno il doppio sarebbero i casi rimasti non denunciati dalle giovani vittime per paura di finire in carcere o semplicemente di essere picchiati o uccisi dai genitori. Sì, perché quasi la metà dei casi denunciati si riferiscono ad abusi avvenuti fra le mura domestiche ad opera di familiari o parenti.
Considerando che a Kandahar, con il suo mezzo milione di abitanti, vive l’1,6 percento della popolazione afgana, e tenendo conto che due casi su tre non vengono denunciati, in Afghanistan potrebbero essere oltre 2.500 i minori vittime recenti di abusi sessuali.  
 
Bambine afganeCause culturali, economiche e legali. La preoccupante dimensione di questo fenomeno ha molte cause.
Una culturale, sopra tutte. La pedofilia, spesso associata all’omosessualità, è infatti diffusissima in una società come quella afgana, dove la tradizione e la religione riducono al minimo i contatti tra donne e uomini, portando questi ultimi a cercare alternative tra di loro e con i minori. A poco servono le campagne di sensibilizzazione che l’Unicef promuove nel Paese.
L’ignoranza e la povertà sono altre cause fondamentali: secondo l’Aihrc, la metà dei bambini vittime di abusi vive in condizioni di povertà estrema ed è costretta dai genitori a lavorare, invece che andare a scuola. La miseria, in Afghanistan, è la conseguenza di oltre un quarto di secolo di guerra ininterrotta: una guerra che non accenna a placarsi.
L’ultima causa, più contingente, che sta dietro alla sempre maggior diffusione di questo fenomeno è l’impunità di cui godono i colpevoli. Sotto i talebani, chi veniva accusato di aver violentato un minore veniva giustiziato. L’attuale codice penale afgano non prevede nemmeno questo crimine e i rari imputati vengono puniti in base all’articolo 427 sull’adulterio, che prevede un massimo di dieci anni di prigione. Ben spesi i 57 milioni di euro che l'Italia ha investito nella riforma del sistema giudiziario afgano...

Enrico Piovesana

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