I talebani arrivano nel nord e i signori della guerra si organizzano. Con l'aiuto della Russia
I sanguinosi fatti accaduti lunedì a Sheberghan – la polizia
che spara su una manifestazione antigovernativa uccidendo 13 persone e
ferendone una trentina – sono il segnale di un fatto importante: sull’onda
della “nuova guerra fredda”, la Russia ha deciso di tornare a immischiarsi
nelle vicende afgane per rompere il monopolio Nato della lotta anti-talebana.
Lo
sta facendo tornando ad armare i signori della guerra dell’ex Alleanza del
Nord, sempre più preoccupati per l’avanzata dei talebani anche nel nord dell’Afghanistan.
Il ritorno dei
talebani nel nord. Le fertili pianure dell’Afghanistan settentrionale erano
finora rimaste immuni dagli attacchi talebani. Una zona tranquilla, affidata al
controllo di un piccolo contingente Nato tedesco. Dal 19 maggio, però, le cose
sono cambiate. Quel giorno a Kunduz – enclave pashtun in una regione abitata da
uzbechi, turkmeni e tagichi – un kamikaze talebano ha ucciso tre soldati
tedeschi, ferendone molti altri. Nelle successive due settimane ci sono stati
altri tre attentati suicidi. Per i signori della guerra locali non ci sono
dubbi: i talebani sono arrivati nel nord e stanno riattivando le locali comunità
pashtun, le “quinte colonne” talebane che negli anni ’90 permisero loro di conquistare
le province settentrionali.
I signori della
guerra e la Russia. Gli ex-comandanti dell’Alleanza del Nord – che i
talebani, proprio sul fronte di Kunduz, li hanno combattuti dal ’97 al 2002 –
questa
situazione l’avevano prevista già da mesi. E sono corsi ai ripari, consci di
non poter contare né su Karzai né sulla Nato. Dopo aver rispolverato a febbraio
la vecchia Alleanza del Nord (aggiungendo al nome ufficiale di allora, Fronte
Unito, l’aggettivo Nazionale), a marzo hanno iniziato a riarmarsi clandestinamente.
Lo hanno fatto rivolgendosi al loro antico fornitore: la Russia, smaniosa di
tornare a giocare un ruolo sullo scacchiere afgano dopo anni di assenza, al
fine di contrastare la crescente egemonia Nato sui confini dell’ex imparo
zarista.
E ora sono passati all’azione.
Dostum contro Hamdard.
Secondo uno dei più potenti
warlords
del nord, il famigerato generale uzbeco Andul Rashid Dostum (ex ufficiale dell’Armata
Rossa sovietica), uno dei più attivi sostenitori del ritorno dei talebani nel
nord è il governatore pashtun della provincia di Jowjzan, Juma Khan Hamdard, il
quale starebbe ripetendo la performance del
1996, quando trattò con i talebani per facilitare la loro conquista del nord
dell’Afghanistan. Da qui la manifestazione di lunedì, che in realtà è stato un
assalto armato compiuto dalle milizie di Dostum contro il palazzo di Hamdard.
Potrebbe essere un fuoco di paglia, un incidente senza conseguenze.
Ma potrebbe anche essere l’apertura di un nuovo fronte nell’infinita guerra
afgana.