11/06/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



I caveat saranno rivisti, avvicendamento di truppe, operative in sei ore e anche al sud, come anticipato da Peacereporter
Quanti militari e con che regole di ingaggio, quali caveat. Per il ministro degli Esteri Frattini, dipende. Da cosa? Testuale: “Dalle richieste”. La nostra sovranità limitata non è mai stata, storicamente, un mistero. Ma l'annunciato cambiamento dei caveat e i messaggi all'amministrazione Bush che si sono susseguiti fin prima dell'insediamento del governo Berlusconi, oggi hanno un significato e qualche particolare in più. George W.Bush è a Roma, traffico aereo a Ciampino bloccato per quarantotto ore. E nella sala del mappamondo, in Parlamento, arrivano i ministri di Esteri e Difesa. “Certamente non ci sarà una dislocazione stabile a sud”, afferma il ministro Frattini, dopo aver riconosciuto che il cambiamento dei caveat è un omaggio e un segnale agli Alleati. Ma qualche minuto dopo lo stesso Frattini, in una intervista televisiva, non ha escluso del tutto una mobilità del contingente italiano in quell'area: «Dipenderà dalle richieste».
 
frattiniAccresciuta disponibilità. “Il nostro contributo punta con determinazione a rafforzare l'efficacia della presenza in Afghanistan, anche sotto il profilo della sua dimensione militare. È questo l'obiettivo della decisione di rivedere, rendendole più flessibili, le regole di impiego delle nostre truppe nella missione Isaf. Questa decisione -continua Frattini - costituisce un segnale di accresciuta disponibilità nel momento in cui la Nato è impegnata con tutte le sue forze per assicurare il successo della sua missione in Afghanistan: la revisione dei caveat nazionali rappresenta infatti il seguito logico della decisione della Nato di rafforzare il sostegno militare e politico alle operazioni di Isaf». Accresciuta disponibilità, appunto. Tanto che il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, spiega che il contingente verrà assottigliato nell'estate, per essere però poi reintegrato nel numero in autunno. Quello che non dice è come sarà l'avvicendamento, e cioè che saranno battaglioni operativi a rilevare la parte del contingente sulla via del ritorno. Anche perché nei famosi caveat si passerà dalla risposta in 48 ore alle domande di impiego delle nostre forze militari a sole sei ore, per essere operativi immediatamente. “Il rafforzamento della nostra presenza nella regione occidentale - ha detto La Russa - permetterà una nuova articolazione del contingente nazionale, che potrà disporre di maggiori capacità di manovra, e potrà incrementare ulteriormente il contributo alla formazione e all'assistenza dell'esercito nazionale afgano” Il ministro La Russa non ha escluso, per quanto questa sia al momento solo una ipotesi, l'invio di caccia Tornado in Afghanistan
 
la russaE il Parlamento? «Non è previsto» che il Parlamento venga coinvolto nella risposta da dare al Comando Nato in Afghanistan, nel caso di una richiesta di impiego dei militari italiani fuori dall'area di loro competenza. Lo ha detto La Russa, che ha ammesso un particolare inquietante nelle parole che ha utilizzato: ha ricordato che da più parti è stata chiesta all'Italia la rimozione dei caveat, cioè di quelle limitazioni all'impiego dei propri militari poste dal governo: «Io non ho consentito - ha spiegato - che la discussione fosse 'caveat sì, caveat nò', perché non considero maturi i tempi» per un impiego fuori dall'area di responsabilità senza l'ok del governo. La discussione è stata invece spostata sul termine entro cui dare la risposta, che da 72 ore si intende ridurre a sei. 
 
L'opposizione contenta. Piero Fassino (Pd) ha parlato delle “missioni di pace”. Serve “continuità di scelte” - ha detto - ma soprattutto è necessario che «l'impegno militare sia affiancato da un rafforzamento dell'azione politica internazionale». Il ministro degli Esteri del 'governo ombra' ha riconosciuto alla maggioranza di aver lavorato in continuità con il governo Prodi. Appunto.



 

Angelo Miotto

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