E' lo scontro più grave dall'estate scorsa, quello in cui hanno perso la vita 7 membri del Partito dei Lavoratori del Kurdistan, movimento politico fuorilegge che chiede autonomia per la popolazione curda. Le violenze hanno avuto luogo all'alba di oggi, quando i sette sono caduti sotto il fuoco dei militari turchi. La tregua unilaterale siglata nel settembre 2010 era stata dichiarata conclusa già a febbraio, pertanto si attendevano nuovi scontri, soprattutto in vista delle prossime elezioni politiche. La Turchia andrà alle urne il 12 giugno, e sono alti i timori che queste violenze siano solo l'inizio di una lunga serie.
L'agenzia Anadolu, che ha riportato la notizia, cita anche alcune fonti militari, secondo le quali i sette erano entrati in Turchia dalla Siria, assieme a molti altri, e la gendarmeria li aveva intercettati ad Hassa. Il fuoco sarebbe stato aperto di fronte al rifiuto ad arrendersi espresso dai terroristi. Attualmente le forze armate stanno battendo il territorio alla ricerca degli altri componenti del gruppo.
Il Pkk è un movimento politico clandestino, armato, attivo nel Sud-Est della Turchia, che lotta per l'indipendenza del popolo curdo e la costituzione di uno stato indipendente che comprenda i territori curdi dell'Iraq, della Siria, dell'Iran e della Turchia. Tuttavia i suoi attivisti sono accusati di atti di terrorismo da USA e Unione Europea. Secondo il portavoce dell'esercito turco, gli scontri del 2008 portarono all'uccisione di 696 ribelli separatisti curdi.