Il cantautore britannico Sting ha annunciato sul suo sito web la cancellazione del concerto atteso nella capitale Astana per oggi, lunedì 4 luglio, come protesta contro le violazioni dei diritti umani dei lavoratori del Paese centro-asiatico. Nel motivare la decisione, l'artista ha riportato quanto fattogli presente da Amnesty International, che ha denunciato le repressioni messe in atto dal governo kazako contro centinaia di lavoratori del settore petrolifero che il 26 maggio scorso hanno scioperato contro l'abbassamento dei salari. In un primo momento, le autorità kazake hanno motivato la cancellazione del concerto con la classica espressione "per motivi tecnici".
"Un trattamento inaccettabile", secondo Sting, quello subito dagli scioperanti, che sono stati arrestati dalla polizia con l'accusa di prendere parte ad una protesta non autorizzata. Un portavoce della compagnia petrolifera UzenMunaiGas ha riferito che circa 250 loro dipendenti sono stati licenziati per aver infranto le loro condizioni contrattuali. "I lavoratori kazaki impiegati nei settori del petrolio e del gas, e le loro famiglie, hanno bisogno del nostro sostegno e dell'attenzione dei media internazionali nella speranza di un miglioramento delle loro condizioni di vita", ha dichiarato Sting.
Il musicista inglese, da tempo attivo nel sostenere le cause umanitarie ed ambientali, era stato aspramente criticato nel 2009, quando si esibì in Uzbekistan, il cui regime è considerato uno dei più repressivi dell'Asia centrale.