Il corpo di una ragazza di 18 anni è stato trovato dai suoi parenti a Homs, città teatro di violenti scontri con le forze di sicurezza siriane. Zainab al-Hosni è stata decapitata e mutilata.
Il cadavere è stato scoperto dalla famiglia il 13 settembre scorso, mentre i parenti stavano tentando di identificare il corpo del fratello della donna, Mohammad, anche lui arrestato, torturato e ucciso mentre era agli arresti. Mohammad Deeb al-Hosni, 27 anni, è stato tra gli organizzatori delle protese a Homs da quando sono iniziate. La sorella era stata arrestata da uomini della sicurezza siriana il 27 luglio scorso, probabilmente per convincere il fratello a consegnarsi agli agenti.
Lo denuncia Amnesty International sottolineando che questo ritrovamento rappresenta una prova delle violenze delle forze siriane nei confronti dei manifestanti arrestati."Se verrà confermato che Zainab era agli arresti quando è morta, questo rappresenta il caso più grave di decesso in carcere che abbiamo visto fino ad ora", ha aggiunto Philip Luther, vice direttore di Amnesty International per il Medioriente e il Nord Africa.
Secondo le stime degli attivisti il numero delle vittime in carcere dall'inizio delle proteste sale così a 103.