19/12/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo gli scontri di venerdì a Zhanaozen si diffondono le proteste

Sarebbero più di duemila i manifestanti riunitisi oggi ad Aktau, capoluogo della regione di Mangistau sulla riva est del Mar Caspio, per protestare contro la violenta repressione che ha avuto luogo durante gli scontri dello scorso 16 dicembre a Zhanaozen, a tra le forze dell'ordine kazake e gli scioperanti del settore petrolifero. Lo riferisce l'agenzia Ferghana.ru. La polizia sarebbe schierata ad Aktau in assetto antisommossa. Ai manifestanti si sono uniti anche gli operai in sciopero del giacimento di Karajanbas, per chiedere la fine delle violenze.

Nella giornata di venerdì nella regione cuore del boom petrolifero, nell'ovest del Paese, le violenze avevano causato 15 vittime, secondo il bilancio attuale. La Procura kazaka riferisce che ora la situazione a Zhanaozen "si va normalizzando", mentre per il ministro degli Affari esteri si sarebbe già "completamente stabilizzata". Da sabato nella città è in vigore il coprifuoco.

Le proteste si stanno diffondendo a macchia d'olio nella regione di Mangistau: già ieri ad Aktau mille persone avevano manifestato.

Agitazioni sono in corso da molti mesi nella regione ricca di giacimenti di petrolio e gas: gli operai delle aziende petrolifere, tra cui c'è anche l'ENI, chiedono adeguamenti salariali e normativi.

Parole chiave: proteste, petrolio, vittime, polizia
Categoria: Diritti, Risorse, Politica
Luogo: Kazakistan