
Gli abitanti dei villaggi della Cecenia nord-orientale che
si trovano lungo il corso del fiume Terek stanno vivendo giorni di terrore. Non
per le sparatorie tra esercito e guerriglieri, non per i rastrellamenti dei
federali, non per le incursioni delle bande paramilitari di Kadyrov. Questa
volta non c’entra la guerra. O meglio, non direttamente. La gente che vive
nelle fattorie e nei piccoli paesi rurali che punteggiano la desolata pianura
del distretto di Shelkov vive nell’angoscia che i propri figli si ammalino di
un morbo misterioso che ne ha già colpiti decine. E che potrebbe essere legato
alle disastrose condizioni d’inquinamento prodotte da undici anni di guerra e
che uccidono non meno delle bombe e delle pallottole.
La misteriosa malattia delle bambine di Shelkov. I
primi casi di questa sconosciuta malattia sono stati riscontarti il 7 dicembre
in tredici bambine della scuola del villaggio di Staroglazovskaya. Sono state
ricoverate d’urgenza. Presentavano tutte gli stessi sintomi: soffocamento,
laceranti mal di testa, intorpidimento degli arti, generale debolezza fisica,
febbre e vomito. L’assenza di diarrea ha portato ad escludere la prima ipotesi
avanzata, quella di intossicazione alimentare.

Nei giorni successivi altre bambine di altre scuole, nei
villaggi di Staroshchedrinskaya, Shelkovskaya e Kobi, sono state ricoverate
nelle stesse condizioni assieme a due insegnanti.
Fino ad oggi si contano in tutto almeno 78 casi accertati.
Diciannove bambine erano in condizioni così gravi che sono state trasferite
dall’ospedale distrettuale di Shelkovskaya all’ospedale statale di Grozny.
Insospettisce il fatto che quasi tutti i casi riguardino femmine.
Squadre di medici epidemiologici e specialisti hanno
esaminato il terreno attorno alle scuole senza riscontrare livelli anormali di
radioattività. Sul posto è atteso l’arrivo di un laboratorio mobile
specializzato dalla città russa di Rostov. I medici ceceni, che a causa della
guerra non hanno le strumentazioni necessarie per condurre analisi
specialistiche, ritengono si tratti di intossicazione da sconosciute sostanze
paralizzanti o psicotrope. Khusein Nukhayev, capo dell’amministrazione
distrettuale, ha azzardato l’ipotesi di avvelenamento da gas nervino, indicata
come plausibile da alcuni dottori di Grozny.
In attesa di capire la cause di questa epidemia le autorità
hanno chiuso tutte le scuole del distretto di Shelkov fino al 25
dicembre.
Intanto questa mattina si è saputo di altri due casi registrati nel distretto
di Grozny.
Situazione ambientale catastrofica in tutta la Cecenia. E' probabile che questa strana epidemia sia legata al drammatico inquinamento
presente in Cecenia, causato da una guerra che ha distrutto tutte le
infrastrutture del paese e che soprattutto ha annullato il valore della vita
delle persone.
Il 12 dicembre il Centro di Prevenzione Sanitario della
Cecenia ha definito “catastrofica” la situazione riguardante
l’approvvigionamento idrico nel centro urbano di Grozny. L’acqua che esce dai
rubinetti e dai pozzi della città, e che non è sottoposta ad alcun processo di
clorizzazione, proviene da falde pesantemente contaminate dal petrolio residuo
delle raffinerie clandestine artigianali e che impregna il terreno attorno alla
capitale. Secondo le autorità, l’alto tasso di benzene contenuto nell’acqua è
causa di “malattie di vario genere, tumori inclusi”.
Oltre a questo c’è l’inquinamento chimico e radioattivo
legato alla presenza, a Grozny e dintorni, di numerose industrie
altamente
inquinanti e prive di sistemi di sicurezza, dove si verificano
regolarmente
inquietanti incidenti. Come la recente perdita verificatasi allo
stabilimento
chimico della Chechenneftekhimprom, nei cui dintorni le autorità
federali russe
hanno rilevato il 15 dicembre un livello di radioattività del terreno
di 58mila volte superiore a quello di sicurezza e un’altissima
concentrazione del
radioisotopo Cobalto-60.
Nella zona di Grozny l’aumento dei casi di tumore viene
imputato anche alla presenza di una discarica radioattiva a Tolstoy-Yurt.
Nella regione di Kurchaloi gli esperti affermano che la
presenza di numerose raffinerie clandestine potrebbero essere la causa
dell’aumento del numero di bambini nati con handicap mentali.
Nelle regioni di Shali e Gudermes le macerie derivanti da
anni di conflitto, particolarmente intenso in queste zone, sembrano essere la
causa per l’aumento delle patologie dei bambini.
Nessuno mai conteggerà i ceceni, bambini e non, che sono
morti, stanno morendo e moriranno di queste malattie come vittime di guerra. Ma
di fatto lo sono.