“Siamo i bambini vittime della guerra in Cecenia. Ci
rivolgiamo alla comunità internazionale perché fermi la guerra in Cecenia
perché noi stiamo soffrendo. Perché noi, da quando siamo nati, non abbiamo visto
altro
che violenza, uccisioni, atrocità e genocidi che la Russia sta commettendo
contro il popolo ceceno. Noi, bambini ceceni, come tutti gli altri bambini
della Terra, non vogliamo altro che andare a scuola, essere felici, essere
amici e vivere in pace. Vogliamo che nessun bambino al mondo viva quello che
viviamo noi, veda quello che abbiamo visto noi. Questa guerra ha reso molti
bambini ceceni disabili e orfani. Moltissimi bambini sono morti sotto le bombe
dei Russi. Veniamo massacrati ogni giorno e quelli che hanno più di dodici anni
spariscono senza lasciare traccia. Noi, bambini vittime della guerra in Cecenia,
chiediamo alla comunità internazionale di aiutarci a fermare questa guerra, di
far ritirare l’esercito russo, di cui non abbiamo nessun bisogno. Chiediamo che
ci venga restituita la nostra infanzia”.
Migliaia di bambini
uccisi. Secondo i dati forniti dagli indipendentisti ceceni, in dieci anni di
guerra sono morti almeno 20 mila bambini ceceni.
Mutilati dalle mine.
Secondo Madina Magomadova, Presidente dell'Associazione Madri della Cecenia per
la Pace, venuta recentemente in Italia, “in Cecenia ci sono più di duemila
bambini mutilati a causa delle mine disseminate dai russi nei boschi dove i
bambini vanno a giocare o portano a pascolare il gregge”.
Orfani di guerra.
La guerra ha prodotto poi migliaia e migliaia di orfani. Secondo il già
citato Magomed Magomadov, “solo nel corso dell’anno 2000, 24 mila bambini sono
diventati
orfani a causa della morte o della sparizione dei genitori”.
Ma non ci sono stime ufficiali, dato che la tradizione cecena della
famiglia allargata fa sì che molti bambini rimasti senza padre e madre
vengano poi accuditi da zii, nonni o altri parenti, rimanendo fuori
dalle statistiche. Sono moltissimi comunque quelli che rimangono per strada, soprattuto
nella capitale cecena. Vivono come randagi tra le macerie di Grozny,
drogandosi con la colla, vivendo di accattonaggio o organizzandosi in
baby-gang. Molti vengono arrestati dalla polizia e rinchiusi in centri
minorili. Altri finiscono a fare ‘lavoretti’ per la guerriglia
separatista.
Come è accaduto a Turko. Questo ragazzino di Grozny aveva
perso entrambi i genitori nei bombardamenti russi del 1999. Dopo aver
vissuto per alcuni mesi con suo zio in un piccolo villaggio, si era
stufato ed era scappato. Tornato a Grozny, è entrato in una banda di
piccoli teppisti che facevano uso di colla. Poi ha cominciato a
sotterrare mine in città per conto dei guerriglieri, che lo pagavano
fino a cento dollari al mese. Dopo l’esplosione di un blindato russo, è
stato arrestato in una retata dei militari federali. Una settimana dopo
il suo cadavere è stato ritrovato in una strada del centro di Grozny.
Enrico Piovesana