Soldati italiani e spagnoli della Forza di
Reazione Rapida (QRF) – basata ad Herat e comanadata dal generale italiano
Antonio Satta – sono impegnati in un’operazione militare nell’ovest
dell’Afghanistan volta a “impermeabilizzare” la frontiera tra le province
occidentali (Farah, Herat, Ghor e Badghis) e quella meridionale di Helmand,
dov’è in corso l’offensiva della Nato “Achille”.
Lo scopo della
missione. Stando a quanto dichiarato dal portavoce spagnolo, l’operazione –
appena iniziata e che durerà almeno fino al 10 aprile – ha come scopo quello di
“ridurre le possibilità” che i talebani “provino a scappare” dall’offensiva
della Nato in Helmand verso “altre regioni del paese, tra cui quelle
occidentali”. In sostanza, si tratta di sparare contro i guerriglieri che
tentano di fuggire dalle bombe Nato. Alla missione partecipano truppe
dell’esercito e delle forze di polizia afgane.
Le forze italiane
coinvolte. Le forze spagnole impegnate nell’operazione sono quelle inquadrate
nella “Quick Reaction Force” di Herat, ovvero la Brigata Cacciatori di Montagna
“Aragòn” 1.
Le forze italiane che fanno parte della QRF – e che quindi parteciperebbero
all’operazione – sono i 90 soldati della 1^ Compagnia “Cobra” del 66º Reggimento
fanteria aeromobile “Trieste” di Forlì (comandata dal capitano Matteo Luciani,
giunta in Afghanistan lo scorso 12 settembre) e i circa 120 soldati delle nostre
forze speciali: incursori di Marina del “Comsubin” e parà del “Col Moschin”.
Smentite e mezze conferme da Roma.
Dopo le iniziali smentite del ministero della Difesa italiano, nel
pomeriggio il sottosegretario alla Difesa Lorenzo Forcieri ha
confermato la partecipazione italiana all'operazione, definendola
"un'operazione normale, condotta secondo le regole che sono state
stabilite, per cui teniamo sotto controllo le vie di comunicazione in
modo da impedire che attraverso di esse ribelli o terroristi inseguiti,
possano venire a trovare rifugio in questa zona". "Non c'è nulla che il governo
vuole nascondere", ha concluso
Forceri.
Ma allora perché il governo ha parlato solo dopo che la
notizia è trapelata dalla Spagna. E perché, inizialmente, il ministero
della Difesa aveva seccamente smentito?