12/01/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



La decisione è l'epilogo delle tensioni legate all'indagine sulla morte di Rafik Hariri. Il tribunale Onu accusa uomini vicini al gruppo fondamentalista

I ministri del governo, vicini ad Hezbollah, hanno ufficialmente dichiarato il proprio ritiro dalla coalizione al potere, guidata da Saad Hariri, chiedendo al presidente Michel Suleiman di avviare la procedura per la formazione della nuova compagine governativa.

Nella mattinata di mercoledì, Mohammed Jawad Khalifeh, ministro della salute, aveva riferito ad Al-Manar Tv, di proprietà di Hezbollah, che i ministri sarebbero stati pronti a rassegnare le proprie dimissioni qualora il governo di Saad Hariri non avesse convocato un tavolo ministeriale per discutere sulla crisi giudiziaria relativa all'omicidio di suo padre.

Il tribunale delle Nazioni Unite, che sta investigando sulla morte di Hariri, probabilmente metterà sotto accusa alcuni membri dell'organizzazione militante islamica vicina alle posizioni iraniane. Il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, parla di cospirazione e il ministro Mohammed Fneish, appartenente al gruppo fondamentalista islamico, ha accusato di ingerenza gli Stati Uniti, spiegando che l'indagine internazionale sulla morte di Hariri è "dovuta all'intervento statunitense e all'incapacità del governo di superare le pressioni di Washington".

La decisione è stata presa in seguito al fallimento del proposito siro-saudita di diradare la crisi politica, ha spiegato martedì sera Michel Aoun, esponente dell'opposizione e leader della Libera Corrente Patriottica.