13/01/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



L'incontro è auspicio di un riavvicinamento storico fra due paesi che avevano interrotto le proprie relazioni diplomatiche fin dalla guerra del Golfo

Il capo del governo kuwaitiano è giunto in visita a Baghdad mercoledì scorso, dove è stato accolto con un abbraccio dalla sua controparte irachena.

Una stretta di mano significativa fra Sheikh Nasser al-Mohammad al-Sabah e Nouri al-Maliki, in quello che può essere definito un incontro storico fra due paesi che avevano drammaticamente interroto i propri rapporti quando il regime di Saddam Hussein aveva minacciato l'integrità territoriale dell'emirato kuvaitiano.

I due leader hanno discusso lontano dall'occhio delle telecamere, ma in una dichiarazione, i ministri degli Esteri delle due potenze medio orientali hanno ribadito l'impegno congiunto dei due stati di appianare le divergenze che ancora caratterizzano le loro relazioni diplomatiche. Tra queste, prioritaria risulta essere la questione delle compensazioni che Baghdad sta ancora pagando all'emirato arabo per l'invasione e la successiva occupazione, durata sette mesi. Le riparazioni di guerra ancora da pagare, secondo la dirigenza kuvaitiana ammontano a più di 20 miliardi di dollari. Hussein al-Shahrastani, ex ministro delle risorse energetiche, facendo osservare che le riparazioni pagate dalla Germania alla potenze occidentali al termine del secondo conflitto mondiale erano di gran lunga inferiori a quelle imposte a Baghdad, ha chiarito che l'Iraq necessita di denaro per finanziare il processo di ricostruzione.

In più, rimane aperta la questione della definzione delle acque territoriali rispettive dei due paesi nel Golfo, nuovamente sotto i riflettori diplomatici in seguito allo scontro a fuoco, di lunedì scorso, fra un peschereccio iracheno e la marina kuvaitiana. Entrambi gli stati ritengono che la barca si trovava nelle proprie acque territoriali. L'accordo di condivisione dei giacimenti petroliferi a cavallo fra le frontiere marittime dei due paesi è concretizzazione del tentativo di superare le dispute di confine. Nonostante molti paesi arabi guardano ancora con sospetto e timore l'Iraq, diretto da una maggioranza sciita al potere, il ritiro delle truppe statunitensi dal territorio e l'ingresso nella coalizione governativa di un maggior numero di sunniti sembra aver avuto un effetto benefico nelle relazioni interregionali.