Dal nostro inviato
Enrico Piovesana
In Afghanistan si muore di guerra ancor prima di nascere.
Sadika, la giovane donna afgana
ferita ieri in un bombardamento aereo della Nato, è fuori pericolo, ma ha perduto il figlio
che da cinque mesi portava in pancia. “I medici hanno provato a salvare il feto,
ma non c’è stato nulla da fare”, racconta Luca De Simeis, logista di Emergency
a Lashkargah.
Decine i civili uccisi in Helmand in questi giorni. Oggi i combattimenti nella provincia di Helmand si sono placati. Una pausa, si
spera la più lunga possibile, che consente di fare una prima conta delle vittime
civili di tre giorni di battaglie e bombardamenti aerei.
“I parenti dei feriti giunti qui nel nostro ospedale – dice il logista – ci hanno
riferito che nel solo villaggio di Babaji, pochi chilometri a nord di Lashkargah,
sono morte 18 persone, tutti civili, tutti uccisi dalle truppe governative afgane,
sotto gli occhi dei soldati britannici che guidavano le operazioni. Non si sa
quanti altri morti civili ci siano stati negli altri villaggi in cui si è combattuto
in questi giorni, ma la gente di qui sostiene che siano molte decine”.
Battaglia notturna per le strade di Lashkargah. La notte scorsa, si è combattuto anche per le strade di Lashkargah, la città
dove si trova l’ospedale di Emergency. L’esercito stava conducendo un rastrellamento
alla periferia della città, quando è scoppiata una sparatoria che, secondo il
ministero della Difesa afgano, è terminata con la morte di undici “nemici della
pace”, ovvero talebani.
Non è chiaro se l’operazione dei militari afgani fosse connessa con il rapimento,
avvenuto in città poche ore prima, di una poliziotta afgana: una secondina della
prigione di Lashkargah, il cui cadavere, senza testa, è stato recapitato questa
mattina all’ospedale pubblico cittadino.
Scontri anche nella zona sotto controllo italiano. La situazione è sempre più critica anche nella vicina provincia occidentale
di Farah, dove sono dispiegate le truppe italiane, con il compito di impedire
ai talebani di fuggire dall’offensiva della Nato in Helmand. Ieri sera un gruppo
di talebani ha attaccato un cantiere nei pressi della diga di Bala Baluk, scatenando
la reazione della popolazione locale che ha respinto l’offensiva talebana, uccidendo
almeno tre guerriglieri. Scontri, nella notte, anche nell’est dell’Afghanistan:
almeno 12 talebani sarebbero stati uccisi dalle forze Usa in una battaglia di
tre ore scoppiata nel distretto di Gain, in provincia di Paktika.