09/05/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Afghanistan: altri 21 civili uccisi in un bombardamento Nato
Distintivo "di guerra" IsafPer ignoranza o per convenienza, i politici italiani continuano a presentare la missione militare cui noi partecipiamo, Isaf, come una missione “buona” e pacifica, contrapposta a quella “cattiva” e aggressiva, Enduring Freedom.
“Creare maggior coordinamento per evitare sovrapposizioni”, ripetono a Roma dopo la sanguinosa offensiva Usa in Herat, dimenticando che da mesi le due missioni hanno di fatto un comando unificato, statunitense, nella persona del generale Dan McNeill – che con se stesso dovrebbe riuscire a coordinarsi bene – e fingendo che Isaf sia una missione umanitaria.
Con le parole si può giocare quanto si vuole, ma le immagini parlano chiaro.
Vi proponiamo quindi la visione di tre brevissimi ma illuminanti filmati, trovati in rete su YouTube.
 
Bombardamenti su SanginEcco la missione di pace. Il primo è una rassegna di bombardamenti aerei effettuati a marzo su Sangin, in Helmand - dove ancora la notte scorsa 21 civili sono rimasti uccisi in un raid aereo. Non riguardano l’operazione Enduring Freedom, come quelli di Herat: sono bombardamenti dell’operazione Achille, condotta dalle forze della missione Isaf. Difficile notare differenze.
Il secondo, sempre risalente a marzo, mostra una battaglia dell’operazione Achille nella quale le forze Isaf britanniche conquistano un villaggio a nord di Grishk, anch’esso nella provincia di Helmand.
Il terzo filmato (per vederlo dovete iscrivervi a YouTube) riguarda indirettamente le truppe italiane, poiché mostra le attività dei fanti spagnoli della Brigata ‘Cacciatori di Montagna’ della Forza di Reazione Rapida italo-spagnola che agisce nel settore occidentale del Paese sotto comando italiano.
 
I carri "Dardo" presto in AfghanistanItalia sempre più coinvolta. Questi sono solo i più recenti tra i tanti video che mostrano il vero volto della missione militare “buona” e pacifica a cui l’Italia partecipa con duemila soldati, di cui alcuni direttamente impegnati in combattimento (in particolare quattro distaccamenti di forze speciali). Una missione di guerra nella quale l’Italia, su pressione degli Usa, si trova e si troverà sempre più coinvolta, come dimostra il prossimo invio di uomini e mezzi di rinforzo: almeno due compagnie di soldati, carri armati cingolati ed elicotteri da attacco. Una scelta interventista che i politici continuano a presentare come obbligata e senza alternative in quanto l’Italia sarebbe vincolata in tal senso dalla sua appartenenza alla Nato. Anche la Francia è nella Nato: ciononostante alcuni mesi fa Chirac ha ritirato dall’Afghanistan 200 soldati delle forze speciali francesi che, come le nostre, combattevano nell’ambito di Enduring Freedom, e nei giorni scorsi Sarkozy ha proposto di ritirare tutti i mille soldati del contingente francese di Isaf.  
 

Enrico Piovesana

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