24/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



L’azione condotta nella provincia di Farah. Uccisi 9 rapitori. Grave uno degli ostaggi
Col moschin in azioneI due militari italiani del Sismi rapiti sabato in zona di guerra, nell’ovest dell’Afghanistan, sono stati liberati questa mattina all’alba nella provincia di Farah con un blitz della Nato guidato dagli incursori italiani (Col Moschin e Comsubin) affiancati dalle Sas britanniche. Durante l’azione è scoppiato un violento scontro a fuoco nel quale sono rimasti uccisi tutti gli otto o nove rapitori e feriti i due ostaggi italiani. Uno dei due è in gravi condizioni.
 
Quando sono stati rapiti, pare da una banda di predoni locali che stava per venderli ai talebani, i due agenti dei servizi militari italiani stavano operando nella zona di Shindand, nell’estremo sud della provincia di Herat. Non è dato sapere cosa stessero facendo, ma di certo non si trattava di una missione umanitaria, visto che quella è una zona di guerra sotto controllo dei talebani, una zona più volte bombardata dall’aviazione Nato. Il 27 aprile scorso, decine di civili erano morti sotto le bombe da una tonnellata sganciate dai bombardieri Usa B-1 sui villaggi della zona.
 
L’azione militare italiana di questa mattina è avvenuta ancora più a sud, nella provincia di Farah, retta da un Prt statunitense ma rientrante sotto il Comando regionale ovest italiano. Qui la presenza talebana è ancor più massiccia. E ancor più massicce sono le operazioni belliche della Nato: il 7 luglio oltre cento civili sono rimasti uccisi in un bombardamento aereo nel distratto di Babaluk.
 
Non è certo la prima volta che le nostre truppe si spingono così a sud in queste zone di guerra: i circa 200 uomini della task force di reazione rapida italiana (composta appunto dagli incursori del Col Moschin, dai marines del Comsubin e, almeno fino a maggio, dal 66° reggimento di fanteria della brigata aeromobile Friuli) sono impegnati da molti mesi in operazioni di “interdizione”, e forse anche altro, a fianco delle forze speciali statunitensi. Ma sulle missioni non-umanitarie delle nostre truppe, il ministero della Difesa afgano ha imposto il massimo riserbo.
 
Nelle stesse ore e nella stessa regione del blitz, due soldati spagnoli sono morti in uno scontro a fuoco con presunti talebani. Non è ancora chiaro se si vi siano o meno legami con l’operazione italo-britannica. Le forze speciali spagnole e italiane operano solitamente assieme, dato che sono le due componenti nazionali della Rapid Reaction Force del Comando regionale ovest.  
 
 

Enrico Piovesana

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